Etichetta: Ma.Ra.Cash Records
Tracce: 11 – Durata: 38:22
Genere: Post Rock
Voto: 6/10

Già collaboratore di svariate formazioni pop rock (tra cui gli HypnoiseEXKGB e gli spassosi TunaTones), Mike 3rd è un musicista veneto che ama mettersi alla prova in continuazione come dimostra questa sua particolarissima opera, la prima pubblicata a suo nome, nella quale cerca di far convergere molte delle sue passioni come il Rock, il Folk, il Blues e il Jazz.
Senza lasciarsi spaventare né incoraggiare da quello che richiede(rebbe) il mercato, Mike realizza In The Woods addensandolo di sperimentazione, pur tuttavia lavorando esclusivamente con strumenti acustici, senza ricorrere mai all’elettronica, nemmeno come supporto di registrazione. Ha chiamato attorno a se un gruppo di musicisti di primordine (Paul Mastellotto, Benny Greb, Aberto Stocco, Scott Steen e Roberta Canzian) ed ha confezionato un disco dalle evidenti velleità internazionali, come si evince anche dalla scelta dell’inglese dei testi e che, probabilmente, troverà sbocco in un mercato che non ha nulla a che vedere con tutti quelli che sono stati chiamati in causa nella realizzazione. Si tratta, in effetti, di un lavoro capace di avvicinare il pubblico a certe sonorità poco frequentate dal nostro mercato ma che hanno sicuramente un nugolo cospicuo di seguaci. Chi ama l’enfasi del Progressive, i virtuosismi del Jazz e la misura del cantautorato d’elite di Tom Waits, troverà sicuramente l’album interessante. 

Di buono c’è l’evidenza della qualità esecutiva, arma principale di un musicista sopraffino. Per contro Mike 3rd dovrà scontrarsi con la leggerezza con cui al giorno d’oggi si affronta l’ascolto della musica pop che non consente di emergere a chi dalla sua musica cerca di applicare un filtro artistico. Sia pure con qualche difficoltà, sono certo che troverà molti estimatori e saprà dimostrare che perseguire una passione in maniera così genuinamente unica alla fine paga. 
Il suo progetto ha comunque qualche pretesa di troppo, come quella di apparire in qualche occasione forzatamente prestigioso, a scapito di qualche emozione autentica. Ma… forse è solo la percezione di chi scrive e poco a che fare con la reale prerogativa del disco.
A rendere l’operazione ancora più nobile, è stata realizzata, oltre a quella classica in CD, anche una versione “limited” in vinile a 180 grammi, con copertina lignea numerata a mano dall’artista.

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