Artista: The Who
Etichetta: Brunswick
Anno: 1965

Per distinguermi dal volgo, festeggio il compleanno di My Generation un anno prima delle celebrazioni per i suoi cinquant’anni. Il primo disco di The Who usci il 5 novembre del 1965: oggi compie 49 anni!
Negli anni d’oro, la band ha spesso dichiarato di non amare troppo questo disco e, dal loro punto di vista e cercando di contestualizzare, un po’ di ragione l’avevano.
Il loro primo LP, quello che la storia riconosce come il capostipite di un genere musicale in cerca di emancipazione dalle leggerezze yè-yè, era nato un po’ troppo velocemente e quasi esclusivamente per rispondere alla richiesta di un pubblico che nei mesi precedenti aveva mandato in classifica i singoli I Can’t Explain e Anyway, Anyhow, Anywhere.
Il movimento MOD dell’epoca aveva eletto The Who, assieme ai Kinks di Ray Davies, i portavoce ufficiali del movimento. Le sonorità nuovissime offerte dalla loro musica erano ciò che il pubblico giovane stava cercando. Era Pop-Rock, certo, ma con un suono talmente sporco e grezzo che lasciava pietrificati e senza fiato. Come ogni grande novità, non venne accolta proprio a braccia aperte e nessuna casa discografica sembrava disposta a rischiare. Il merito se lo prese la piccola Brunswick (etichetta di casa Decca) che diede retta a Shel Talmy (all’epoca giovane americano che giocava a fare il produttore discografico in terra britannica) che dopo aver sentito I Can’t Explane decise di farne un disco.
Era il 1965 e il 45giri funzionò talmente da permettere a Talmy di strappare alla Brunswick il contratto per un LP.
Quell’LP è My Generation. Nientemeno.
Come usanza dell’epoca, le prime sedute in studio comprendevano la registrazione di alcune cover e, sebbene le riletture dal repertorio di di James Brown, Holland-Dozier-Holland e Paul Revere fossero piuttosto buone, Talmy decise di fare una mossa più azzardata chiedendo a Pete Townshend di scrivere un po’ di pezzi per fare un album con materiale originale.
Come sappiamo ci riuscì solo in parte e il prodotto finito contiene anche tre (due nell’edizione americana) delle cover registrate nella prima session.
I pezzi che Townshend scrisse in tutta fretta sono momenti di rock viscerale, potenti e squassanti. Canzoni come The Kids are Allright, Out in The Street e la stessa My Generation giunsero come un lampo a ciel sereno a sovvertire le regole della musica leggera per arrivare fino a noi e rimanere nei secoli dei secoli.
Niente, da quel momento in avanti, sarebbe stato più come prima. Visto in quest’ottica e sapendo ciò che The Who hanno fatto negli anni a seguire, sembra più chiaro il rammarico che spesso hanno dimostrato nei confronti dell’album. Pete era contrariato da quanto il disco fosse stato missato male. Secondo lui la batteria era troppo alta, talmente da coprire la voce; Keith e Roger gli davano manforte, sostenendo che l’album era stato realizzato troppo frettolosamente.
Che potesse essere fatto meglio, tecnicamente parlando, non c’è alcun dubbio ma… forse sarebbe stato meno sincero. Probabilmente (io ne sono certo) una cura maggiore avrebbe portato via buona parte dell’anima del disco.
Sono congetture, è chiaro. Riascoltato oggi My Generation appare talmente perfetto da non riuscire ad immaginarlo diverso.
Come molti sanno, la realtà è molto meno poetica di quanto si creda e il disamore di Pete Townshend e Roger Daltrey per questo disco dipendeva più che altro da un’antica controversia nata proprio poche settimane dopo che l’album arrivò al quinto posto delle classifiche. Insoddisfatti del lavoro, The Who abbandonarono Talmy e la Brunswick (in favore della Reaction di Robert Stigwood) dando il via ad una controversia durata più di trent’anni.
Talmy denunciò The Who per inadempienza contrattuale, vinse la causa (fatto che alimentò l’astio reciproco tra lui e la band) e si appropriò dei nastri originali con le session dell’album, negandoli per molti anni alla Decca (poi MCA) nonostante le offerte da capogiro.
L’epilogo è arrivato all’alba del nuovo millennio. Leggenda vuole che nel 2002, poco dopo la scomparsa di John Entwhistle, Pete abbia scritto un’email a Talmy che sbloccò la situazione. I due scoprirono di non avere posizioni troppo distanti nei confronti di My Generation tanto da riuscire a trovare un accordo per realizzare una DeLuxe Edition accreditata a Shel Talmy in veste di produttore. I soldini, come sempre, sistemano molte cose.
Col senno di poi e nonostante la sua vita travagliata, My Generation rimane quel capolavoro elettrico che era quarantanove anni fa. Se qualcosa manca è la sorpresa. Ciò che usciva da quel vinile crepitante sui giradischi mono del 1965 era qualcosa di meraviglioso che oggi, nella pur eccellente versione rimasterizzata DeLuxe, è impossibile riprodurre.

Curiosità:

Oltre ai quattro Who, nell’album suonano anche Nicky Hopkins e Perry Ford al pianoforte, The Ivy League ai cori e un giovane Jimmy Page che suona la chitarra in una canzone rimasta misteriosamente fuori dalla scaletta dell’album (Bald Headed Woman) recuperata nella DeLuxe Edition del 2002.
L’edizione americana, con scaletta lievemente cambiata aveva anche una piccola variante nel titolo, che diventò The Who Sings My Generation, ed una copertina completamente diversa
Nel 2003 è finito al 236° posto della classifica dei 500 dischi rock più importanti del secolo scorso secondo la rivista Rolling Stones.  
 

Trackllist:
My Generation (versione UK)

Side One:
Out in the Street
I Don’t Mind (Brown)
The Good’s Gone
La-La-La Lies
Much Too Much
My Generation

Side Two:
The Kids Are Alright
Please, Please, Please (Brown/Terry)
It’s Not True
I’m a Man (Bo Diddley)
A Legal Matter
The Ox (Townshend/Moon/Entwistle/Hopkins)



The Who Sings My Generation (versione USA)

Side One:
Out in the Street
I Don’t Mind (Brown)
The Good’s Gone
La-La-La Lies
Much Too Much
My Generation

Side Two:
The Kids Are Alright
Please, Please, Please (Brown/Terry)
It’s Not True
The Ox (Townshend/Moon/Entwistle/Hopkins)
A Legal Matter
Instant Party


My Generation (Deluxe Edition) – 2002

Disc one
Out in the Street
I Don’t Mind (Brown)
The Good’s Gone
La-La-La Lies
Much Too Much
My Generation
The Kids Are Alright
Please, Please, Please (Brown/Terry)
It’s Not True
I’m a Man
A Legal Matter
The Ox (Townshend/Moon/Entwistle/Hopkins)
Circles (Instant Party)
I Can’t Explain (bonus track) [features the lack of tambourine]
Bald Headed Woman (bonus track)
Daddy Rolling Stone (bonus track)

Disc two
(additional bonus tracks)
Leaving Here Lubie (Come Back Home)
Shout and Shimmy
(Love Is Like A) Heat Wave
Motoring
Anytime You Want Me
Anyway, Anyhow, Anywhere (versione alternativa a quella editatat sul 45giri)
Instant Party
Mixture
I Don’t Mind (full length version)
The Good’s Gone (full length version)
My Generation (strumentale)
Anytime You Want Me (acappella)
A Legal Matter (mono con sovraincisione di chitarra)
My Generation (mono con sovraincisione di chitarra)