Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 14 – Durata: 40:02
Genere: Power Punk
Voto: 7/10

Intanto una spiegazione: la Profezia in 12 pezzi contiene 14 tracce perché comprende anche una Intro e un Intermezzo. Detto questo, Wet Floor confezionano un album molto potente, affidandosi al linguaggio del Rock più basilare (Basso, Chitarra, Batteria) raffinandolo con trovate melodiche di tutto rispetto. No, non ci sono grandi invenzioni ma qando la materia è così “specifica” la sperimentazione non solo non è richiesta ma nemmeno contemplata. Questo, come si può immaginare dal titolo, è un concept album e gioca con l’etimo della parola Profezia presentandone una sorta di antitesi, rifiutando la sottomissione ai dogmi della società odierna, alle costrizioni imposte da religione, politica e mass media ed offrendo una illuminata alternativa fatta di consapevolezza e determinazione.
Questo è il concetto lirico del lavoro ma la band non si limita a esprimere un pensiero scollato dal progetto e si impegna per farlo arrivare in maniera potente, gradevole e, soprattutto, credibile. 
Difatti è in particolare nell’aspetto musicale che i Wet Floor alzano la testa, offrendo una musica dura e grintosa che ha la capacità di essere anche dannatamente orecchiabile. Il loro rock è duro ma fatto di sequenze melodiche contagiose e brillanti. Assieme ad una preparazione esecutiva che sembra quella di una band navigatissima, i tre brianzoli assemblano un lavoro che smentisce categoricamente chiunque insista con la tiritera che in Italia non siamo capaci di fare Rock. Mettete a suonare questo album (tutto scritto in bell’italiano, così, per sfatare un altro sciocco luogo comune) e ditemi se non è proprio quello che si chiede alla musica ribelle per antonomasia. 
Molto vario, sia pure in una coerente linearità, Profezia in 12 pezzi è un disco che dovremmo imporre a chi si ostina a definire Rock tutte le produzioni sciatte della discografia italiana maggiore, definite così in maniera del tutto impropria. 

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