Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 12 – Durata: 47:02
Genere: Pop
Voto: 7/10

I progetti nati da un’operazione di crowdfunding in genere nascondono piccole gemme di creatività. Le cose che nascono scevre da imposizioni di mercato sono in linea di massima quelle più genuinamente libere da freni commerciali. Sicché è stato con queste aspettative che mi sono avvicinato a Venti, un album che i milanesi Libri in rivolta hanno realizzato in totale autonomia, sorretti economicamente da un pubblico che ha creduto in loro. E se il pubblico ha fatto bene a fidarsi, altrettanto io non ho avuto delusioni. L’album è un piccolo capolavoro di musica leggera, nella miglior accezione del termine, che si esprime con un linguaggio squisitamente elegante, capace di evocare il post rock degli Elbow e dei Doves (Promesse) ma ben saldo nel territorio italiano dal quale ereditano una musicalità che non ha eguali nel mondo intero. Le canzoni del disco sono 12 ma esiste anche una bonus-track, talmente “extra” da non finire nemmeno nella scaletta del disco. Eppure ci sarebbe stata benissimo perché, senza nulla togliere al resto delle composizioni (tutte autografe) mette perfettamente a fuoco il progetto LiR. Si tratta della cover di Take on me degli A-ha, realizzata in versione dream-pop, talmente bella da farci capire finalmente il fascino intrinseco di un Hit internazionale generalmente bistrattato dall’arrangiamento un po’ cafone dell’originale. Ecco, la band, con questa cover mette in piazza la sua intenzione che è quella pura e semplice di valorizzare le sequenze melodiche delle composizioni svuotandole dalle infrastrutture, lasciandole vivere all’aria aperta, conservandole in una salamoia fatta di strumenti acustici, esili orchestrazioni e una voce solista impostata ma senza fronzoli. L’album è denso di intimità, con versi scritti in maniera poetica ma senza calcare troppo la mano nell’ermetismo, nonostante le influenze letterarie che il moniker del gruppo, da solo, lascia chiaramente intendere. Sono canzoni piene di sentimenti. L’amore, la solitudine, le inquietudini e le gioie che la vita offre, messe in bella copia su righi di pentagramma fortemente evocativi.
In un mondo migliore sarebbero formazioni come questa a riempire le classifiche di vendita e la speranza è che prima possibile ci sia qualcuno di veramente influente che saprà rendersene conto, per liberare questo disco dal mercato minore, nel quale sta davvero troppo stretto.
Registrato da Max Lotti, con interventi strumentali di Lele BattistaEnrico De MilitoVito Gatto e Manuele Scalia, Venti è la promessa di un futuro migliore, dove la musica leggera potrà tornare ad essere la fedele compagna di chi ha un’anima da riempire di suoni.

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