Etichetta: Tirreno Dischi
Tracce: 10 – Durata: 32:28
Genere: Rock
Voto: 8/10

Dei Polar For The Masses ho scritto molte volte, credo di aver parlato do ogni loro disco e questo, da solo, è un attestato di stima davvero imprescindibile. Ma. La cosa formidabile di questa formazione è che ogni volta riescono a stupirmi, fanno dischi che hanno, nell’intenzione principale, qualsiasi cosa che non sia l’alloggiamento sugli allori. Partiti da un “successo” più internazionale che italiano, da qualche tempo sembrano interessati a concentarsi sul pubblico nazionale, come si evince dalla scelta presa già in sede del precedente Italico, di esprimersi nella nostra lingua ma, se qualcuno si fosse fatto venire in mente che questo arrivasse a portarli su territori più facili, comodo per adeguarsi a un linguaggio più leggero, con strizzatine d’occhio al mainstream per ottenere qualche passaggio radio in più, potrà ricredersi mettendo a suonare #Unagiornatadimerda. Il nuovo P4tM è un disco incredibile, capace di coniugare le liriche in italiano a un groove sonoro tutt’altro che “adeguato” e, per questo, sconvolgente. I pezzi sono tutti spinti oltre l’umana possibilità: Alessandro Lupatin (batteria) sembra in preda al panico, ha acceso i motori ed ha incollato il piede sull’acceleratore, portando i bpm oltre il muro del suono. In base a questo, Simone Pass (chitarra e voce) e Davide Dalla Pria (basso e voce) si mettono in coda e gli tengono testa, andando a costruire dieci pezzi al fulmicotone, degni della scuola HardCore degli anni ’80 e ’90 ma riuscendo a inserire un gusto attuale e innovativo. È difficile da spiegare ma anche chi ha masticato parecchia di questa musica “ai cento all’ora” si accorge istantaneamente che la cifra dei P4tM è rimasta inalterata: c’è un gusto eccellente per le sequenze melodiche, un indiscusso taglio personale e una qualità sonora (cui ha contribuito sicuramente Luca Tacconi in produzione) che porta questi suoni a livelli finora inauditi. Come se il punk rock avesse fatto un ulteriore passo in avanti, anche in un momento in cui sembrava impossibile ottenere qualcosa di nuovo da questo genere. 
#Unagiornatadimerda è un lavoro deflagrante, che tracima sangue nel marasma del nostro indie-rock. Le liriche sono pungenti e dirette, qualche volta scomode, e non perdono mai l’occasione per rimettere in riga la prerogativa principale del Rock’n’Roll di sviscerare le intolleranze, le rabbie e i pruriti (provenienti anche dal mondo stesso in cui la band si muove) tipici di questa corrente artistica. Se qualcuno pensa ancora che il nostro Rock abbia perso le speranze, probabilmente deve ancora ascoltare questo disco. Se non lo fate subito, morirete.

Anche su LP 180gr.

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