Artista: Alberto Camerini
Etichetta: CBS
Anno: 1980

Quando Alberto Camerini, nel 1980, pubblicò il suo quarto -eponimo- album, aveva da poco firmato un contratto con la CBS italiana. I dischi precedenti erano usciti sotto l’egida della Cramps di Gianni Sassi che da poco aveva chiuso i battenti dopo la sfortunata operazione Rock80. L’album arrivò piuttosto in sordina, perché alla CBS stavano tastando il terreno nell’ottica di produrre un “nuovo” artista che, fino a quel momento, aveva avuto un successo per lo più di culto.
Con qualche mese di anticipò rilasciarono il 45 giri Sintonizzati con me / Voglio te che mostrava un Camerini attualizzato, fortemente influenzato dalla musica elettronica ma sempre saldamente legato a due elementi che ne caratterizzarono il personaggio fin dalla prima ora: Il Rock’n’Roll e la Commedia dell’Arte. 
Elettronica, Arlecchino e Elvis saranno tre elementi che il cantautore si porterà dietro sempre e che, in questo album, vengono affrontati per la prima volta con estrema lucidità. 
Sebbene appaia abbastanza evidente la firma di Camerini per i brani del disco, uno degli artefici principali di quello che è sicuramente l’inizio di un nuovo corso, è il produttore Roberto Colombo che, per un fatto misterioso, nell’etichetta del disco appare anche come l’autore di tutte le canzoni. Un ruolo che non gli sarà più attribuito nelle occasioni in cui i brani di questo disco venivano utilizzati per raccolte di successi (dove Camerini appare come unico autore). Cercando ad esempio Sintonizzati con me sul sito operemusicali.siae.it, escono due titoli identici con due numeri ISWC diversi: uno attribuito a Colombo, l’altro a Camerini.
Anticipati da un incipit dal vago sapore Ska (Stasera) riappaiono ad inizio scaletta i due brani usciti in anticipo su 45 giri e il sound dell’album è immediatamente esplicitato come uno dei più innovativi di quel periodo. Un suono connotato da sintetizzatori e strumenti elettronici che viene applicato anche alla strumentazione elettrica ed analogica, con un processo che, a quel tempo, stava diventando sempre più diffuso. Colombo e Camerini avevano ben chiara la direzione che la musica pop stava prendendo, ascoltavano molte canzoni provenienti dal Regno Unito e si erano messi al lavoro per ottenere un disco che potesse competere con quelle produzioni.
Camerini non era di primo pelo: aveva un background tra i più interessanti della nostra musica Pop Rock, sia come autore innovativo e moderno che come session man. In veste di chitarrista aveva suonato negli album di Anna Identici, Stormy Six, i Gufi, Equipe 84, Ornella Vanoni e Eugenio Finardi per il quale produrrà anche il primo album. Da par suo, Colombo, invece si era distinto per una studio nell’ambito della musica elettronica e questo album gli permise di diventare uno dei più ricercati ingegneri dell’intero decennio degli 80’s. Assieme, dunque, formarono un team eccezionale che non poteva che portare a uno dei dischi più brillanti della nostra canzone. Piano piano, sorretto da un tour che porterà Camerini in giro per l’Italia, il passaparola avrebbe portato l’album nelle classifiche e Camerini sempre più presente in TV dove cominciò a esibirsi nelle vesti dell’Arlecchino Elettronico che lo caratterizzerà per molti anni. Alternando brani di gusto tipicamente Rock (Elena, Lei lo sa già, Balanzone, Frittelle) a ballate ispirate da filastrocche e melodie barocche (Valentino, Limone e Cannella, Serenella) l’album si spingeva anche in territori più tipicamente moderni, affrontando i ritmi giamaicani dello Ska, all’epoca in grande spolvero oltre manica (Stasera, Ska-tenati) fino all’elettro-pop più sperimentale (Re di plastica). Su tutto si palesava l’immaginario carnevalesco che, ispirandosi al Teatro Comico di Carlo Goldoni, metteva la cresta da mohicano dei Punx alle maschere della Commedia dell’Arte in un format che si rivelò presto vincente.

L’album riuscì a diventare il veicolo promozionale più efficace per i dischi successivi che, sebbene risentissero di una certa flessione nell’ispirazione, arrivarono al numero uno nelle classifiche dell’epoca.