Etichetta: Interscope / Cherrytree
Tracce: 17 – Durata: 83:54 
Genere: Elettronica
Voto: 6/10

Il titolo (La fine inevitabile) parla piuttosto chiaro ma, a leggere le parole di Torbjørn Brundtland e Svein Berge si capiscono meglio le intenzioni dei Röyksopp: “Con The Inevitable End ci siamo spostati verso argomenti più tenebrosi, ponendo un’enfasi particolare sui contenuti dei testi. Questo approccio così franco ha per noi il sapore di qualcosa di personale, sincero e conclusivo. Con questo disco ci è apparsa chiara la volontà di fare un album nel senso classico del termine anche se sarà l’ultimo che faremo. Pensiamo che questo rappresenti il nostro addio al tradizionale formato dell’album. Con i nostri precedenti siamo stati in grado di dire e di fare tutto quel che volevamo con lo strumento dell’LP”. Dunque, più che altro è la fine di una fase, non di una carriera. Per giungervi, il duo confeziona un disco doppio nel quale si concede anche il lusso di riprendere (remissare, rimaneggiare, rifare) alcune tracce presenti nel disco condiviso con Robyn ed uscito all’inizio dell’anno (per inciso: Do it Again ci guadagna, Monument ci rimette) ed anche di convocare la cantante per un pezzo nuovo di zecca (Rong) che ha tutta l’aria di voler ripercorrere le atmosfere proprio di Monument anche se, appare evidente, certe canzoni vengono una sola volta nella vita. 
Forse un po’ troppo lungo, come a dire che arrivare all’inevitabile fine con una mole tale di materiale, a tutto fa pensare tranne che alla perdita di ispirazione. Ma, sì, è vero: Röyksopp non parlano di fine di carriera ma di chiusura dell’attività discografica. La loro musica, da domani, avrà altri canali, altri veicoli, altre possibilità… per cui, se siete affezionati al supporto fisico (CD o LP che sia) dovete acquistare questo disco perché è il loro ultimo. Non si sa più cosa inventare per due copie vendute in più, non vi pare? Io continuo a pensare che basterebbe alzare il livello di qualità e le vendite verrebbero da sole con anche il valore aggiunto di premiare la buona musica prima che il trucchetto commerciale. Ma. fermi tutti! questo disco non è affatto brutto e se lo acquisterete vi ritroverete un lavoro assai piacevole, con strizzate d’occhio alla storia (sia quella dei Röyksopp che dell’intera storia del TechnoPop) e una proiezione ben piazzata verso il futuro. Dance, retro-pop, House e R&B fanno parte del pacchetto e il duo norvegese ha fatto un lavoro di produzione prestigioso ed elegante. Se sarà davvero la fine, sarà il tempo a dircelo. Noi, per intanto, scegliamo quali di questi brani non potranno mancare nella scaletta dei party di fine anno.