Etichetta: Lo Scafandro
Tracce: 11 – Durata: 55:58
Genere: Pop Rock, Cantautori
Voto: 7/10

Fabrizio Tavernelli è uno di quei personaggi che rifiutano di essere incasellati in settori, uno di quelli che riescono ad esprimersi in ambiti Rock, Pop, Sperimentale, Dance e Tradizionale risultando sempre credibili.
Il suo ultimo disco solista, Volare Basso, è un esercizio nell’ambito della canzone d’autore nel quale si concede il lusso di parlare di sé con brillante lucidità. Le undici canzoni del pacchetto svolazzano tra episodi di stampo classico ed altri più gustosamente innovativi. D’altronde Fabrizio è un musicista curioso e multicolore che ama i Rolling Stones almeno quanto Mina, che ha lavorato con il CPI ma che ha un alias inserito nell’ambiente della Club Culture più fighettona. Tutta questa esperienza è sicuramente l’ingrediente principale nel suo lavoro con il “complesso” perché, se è evidente il taglio Rock dell’operazione, sicuramente dietro le quinte si annidano seimila altre direzioni. E così ci si perde tra citazioni che vanno da Umberto Balsamo a Jovanotti e si rimane sbalorditi dalla poesia che in molte occasioni sovrasta perfino la sopraffina qualità musicale (Lo scafista dell’animo).
Il pregio principale di Taver arriva dall’aver attraversato tre decenni pazzeschi per la musica (soprattutto) italiana e di averne assorbito solo gli aspetti migliori. Rimanendo (non so quanto volontariamente) ai margini del grande successo ha avuto l’opportunità di non dover rendere conto a nessuno riuscendo a esprimersi in maniera sempre pura con la libertà di arrivare a noi nella più esemplare delle modalità.
Uno come lui dobbiamo tenercelo caro perché è tra i pochi sui quali si può fare affidamento quando ci prende il bisogno di qualcosa di estremamente sincero. 

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