Etichetta: Niegazowana
Tracce: 17 – Durata: 43:21
Genere: Rock, Cantautori
Voto: 7/10

Rispetto ai due lavori precedenti, Edda appronta il nuovo Stavolta come mi ammazzerai? in una maniera che lo riporta al suo passato di icona rock. Pur mantenendo un assetto tipicamente legato alla canzone d’autore di carattere individuale, gli arrangiamenti affondano spesso la lama nel linguaggio classicamente legato alla forma della band, con brani che si spingono parecchio su suoni distorti e aggressivi.
Su questo impianto, Stefano “Edda” Rampoldi, esegue il suo consueto esercizio di esternazione intima, parlando di sé come pochi altri riescono a fare, spogliandosi completamente e senza imbarazzi. La differenza, tra chi ci riesce per elevata autostima e Edda, è spessa e sostanziosa: che Rampoldi esponga le sue viscere con molta difficoltà e come esercizio terapeutico, appare evidente ad ogni sillaba pronunciata con quella sua eccessiva cifra espressiva, con il turgore di chi sente il bisogno di smettere di nascondersi, di fingere o di sembrare qualcun altro. 
Stavolta come mi ammazzerai? è un disco ricco e potente ma mantiene sempre una certa esilità di fruizione: le canzoni entrano in testa e, dopo due ascolti, è facile mandarle a memoria anche se, generalmente, si fatica a immedesimarsi, tanto sono piene di un autore che concede davvero poco spazio per trovare un posto per noi. La famiglia, la sua (esposta in copertina in una foto degli anni ’60 nei membri della quale Stefano si immedesima, interpretandoli in prima persona), il dolore, la malattia, la vita e la morte sono ancora i temi principali delle sue canzoni e chi trova che questo sia un limite, probabilmente fatica a capire che certi disagi possono restare incollati sulla pelle anche a chi non ha più vent’anni ed ha lasciato i turbamenti adolescenziali dove erano per esprimere quelli di chi ha vissuto una vita difficile ma con tanta determinazione.
Un album che non è tutto perfetto e che ha molti difetti, ma che appare come un coraggioso e viscerale trattato biografico di un autore che non riesce ad esprimersi per finzione, un modo per aprire di nascosto le pagine scritte su un diario che, dopo poche righe, appare come qualcosa di importante, come piombo fuso sulla sagoma di Edda.