Etichetta: Sostanze Records
Tracce: 9 – Durata: 36:13
Genere: Elettronica, Dance
Voto: 8/10

Diciamolo chiaramente: una via all’indie-dance nella musica italiana è qualcosa di piuttosto raro. Certo, i casi esistono ma sono molto spesso relegati a apparizioni frugali e poco incisive nei circuiti specializzati se non su ininfluenti canali Internet. La musica da ballo, invece, ha bisogno di uscire, di stare al contatto con la gente, col suo sudore e le sue tensioni.
LPR8, di cui ci eravamo già occupati l’anno scorso, è una figura che ben riempie questo vuoto.

Il suo nuovo Leprottoland è un disco eccellente che si misura con molte delle dirive tipiche della musica da ballo, facendovi convergere il gusto tipico della cassa in quattro con suoni che sanno pescare nella giusta maniera tra le diverse inclinazioni del genere: Techno, Dubstep, D&B, Jungle e Pop per sei brani (più tre remix) di brillante efficacia.
La cosa bella di LPR8 (all’anagrafe Marco Connelli) è la squisita gamma espressiva di cui è capace, che non si limita a scimmiottare i paladini del settore ma ci mette anima e corpo, con una peculiare linea produttiva.
Senza legami particolari con correnti o tendenze, Leprottoland scandaglia tutte le opportunità della musica digitale, mettendola al servizio dell’intrattenimento.
Con brani che sfociano nel Rap (O.K., col featuring de La Mattanza) ed altri nell’acid “concrete” (Musique Politique), il disco mette in scena un bel campionario di influenze che vanno dai Rockets ai Daft Punk, interpellando Kraftwerk, Moroder e Aphex Twin.

Chi ancora pensa che la musica da ballo sia qualcosa si Serie B, con questo disco sarà cotretto a ricredersi.