Etichetta: Capitol
Tracce: 14- Durata: 53:17
Genere: Pop Rock, Folk Rock
Voto: 9/10

Ad anno appena iniziato arriva la bella sorpresa del settimo disco di The Decemberists. E se, come si dice, il  buon giorno si vede dal mattino, avremo un anno denso di bei dischi da ascoltare. What a Terrible World, What a Beautiful World è un album sostanzialmente pop, fatto con la grazia di una band che ama profondamente la musica nella forma più squisitamente universale della canzonetta, con brani che nascondono dietro ad una leggerezza contagiosa e “d’altri tempi” tutta la conoscenza profonda della materia.
Metterlo a suonare e ritrovarsi all’istante ad adorarlo è un tutt’uno, la cifra acustica delle 14 tracce del disco diventa subito familiare e quando finiscono viene voglia di riascoltarle tutte di nuovo, tutte d’un fiato, per assaporarne gli umori rupestri magistralmente mescolati col linguaggio del rock.
Tra armonie vocali e twang chitarristici che evocano The Byrds quanto Billy Bragg (o, se preferite, Glizzly Bear quanto Woody Guthrie), le canzoni si susseguono con costruzioni apparentemente esili ma dense di progettazione e di intenzionalità.  Il tutto, come per i modelli di riferimento, senza scordare mai di mettere in conto anche qualche riflessione sociale, così come nella dylanesca 12/17/12 (che rappresenta la data in cui il presidente Obama ha espresso il suo parere sulla strage della scuola elementare Sandy Hook di Newton) sempre mantenendo il livello di attenzione alto grazie alle morbide sequenze melodiche che sono state progettate per sostenerle. Come parafrasa bene il titolo del disco, The Decemberists, riescono a mettere sullo stesso piano le meraviglie del mondo analizzandone anche i drammatici lati oscuri, con canzoni che si piantano nel nostro cuore, a volte lacerandolo tremendamente, altre volte facendolo battere, illuminato da una rassicurante luce solare.
Un disco che resterà a lungo nei nostri giradischi per la sua capacità di adattarsi ad ogni stagione e a ogni momento con emozionante capacità espressiva.