"Artista: John Foxx
Etichetta: Metal Beat
Anno: 1980

Compie quest’anno 35 anni un album che può essere preso ad esempio per delineare il punto di svolta tra la ruvidezza del Punk-Rock e la sperimentazione della New Wave: Metamatic di John Foxx. Principalmente perché arriva da un personaggio che ha praticato il verbo del Rock e, in seconda battuta, per il coraggio di tentare una via così estrema come quella dell’elettronica rigida.
John Foxx, prima di Metamatic era il cantante degli Ultravox!, band inglese dalla vita tanto breve quanto interessante, artefice di tre album* che hanno saputo cogliere (e spesso anticipare) il momento storico in cui nascevano, proponendo passi fondamentali per lo sviluppo della musica britannica. ArtRock l’esordio (Ultravox!), Punk/Electro il secondo (Ha! Ha! Ha!), New Romantic il terzo (Systems of Romance). A ben guardare, Metamatic, può (e deve) essere considerato come la quadratura del cerchio e diventa il completamento perfetto ed insostituibile del percorso di John Foxx.
La musica del suo primo disco è figlia diretta delle sperimentazioni del maestro Brian Eno, già produttore dell’esordio degli Ultravox!, e di Corrieri Cosmici come Neu!, As Ra Tempel e Kraftwerk con il valore aggiunto di una britannicità in grado di staccarsi con naturalezza dai modelli kraut, puntando maggiormente sull’aspetto melodico e su strutture tipiche della musica pop (intro, strofa, ritornello, variazione, bridge).
Il risultato è un disco affascinante che nel 1980 riuscì a sbalordire chiunque ne venisse in contatto.
Le atmosfere dark del terzo disco degli Ultravox! furono portate agli eccessi e le sperimentazioni di Ha! Ha! Ha! (penso in particolare a Distant Smile o Hiroshima Mon Amour) qui trovarono la piazza sgombra dalle esigenze di arrangiamento imposte dalla band.
John Foxx aveva deciso di abbandonare gli Ultravox! già durante il tour promozionale di Systems of Romance, incrinando sempre più i rapporti tra i membri, e non è da escludere che avesse già sviluppato il progetto per Metamatic, Il primo disco inglese di musica commerciale fatto solo con apparecchiature elettroniche. L’album fu registrato in un piccolo studio di Islington (North London) con la complicità di Gareth Jones, un futuro grande innovatore (Tuxedomoon, Einstürzende Neubauten, Grizzly Bear…) che a quel tempo non era che un fricchettone un po’ drop-out scelto in virtù di una breve esperienza negli studi di registrazione della BBC.
L’album è un’autentica fucina di meraviglie, un bignami perfetto di quello che si sarebbe potuto fare da quel momento in avanti utilizzando solo macchine: Plaza, in apertura, mette i puntini sulle i al pop inglese: ritmo quadrato e robotico, melodia accattivante e la voce perfetta di Foxx; He’s A Liquid, porta con sé elementi primordiali di quel gothic pop che avrebbe fatto la fortuna della prima Human League. Poi finalmente arriva la canzone che ufficialmente apre il mondo agli anni 80: Underpass, uscita anche su singolo e imprescindibile clou dell’album: John Foxx, come un Marcel Duchamp della musica, getta le basi per qualcosa destinato a cambiare per sempre il corso della musica leggera, la sua voce è magnificamente perfetta nell’esprimere emozioni apparendo al contempo glaciale ed imperturbabile. La scuola di David Bowie prende una nuova strada e si concede alle nuove generazioni.
Ma i brani del disco sono incredibilmente tutti importanti, nonostante l’origine e la strumentazione limitata, ogni pezzo ha una caratteristica personale. L’album è perfettamente amalgamato ma ogni singola canzone vive perfettamente anche da sola. A New Kind Of Man, Metal Beat, 030, No One Driving, Blurred Girl, fino alla conclusiva Touch & Go hanno tutte un ché di malinconico che inventa, per qualche verso, un nuovo linguaggio per scena musicale inglese.
Metamatic è una di quelle pietre miliari in grado di mettere in crisi il proprio autore. Sebbene il successivo The Garden possegga qualche buona intuizione, John Foxx non sarebbe stato più capace di eguagliare la forza del suo esordio.
Riascoltandolo oggi risulta indubbiamente un po’ invecchiato ma possiede la capacità dei capolavori di emanciparsi dalla dimensione temporale, creando uno stato di attualità perenne che lo rende incredibile oggi come trentacinque anni fa e come, probabilmente ancora sarà tra altri trentacinque.

* Rimasti orfani di Foxx, Ultravox decisero di eliminare il punto esclamativo dal nome (in realtà eliminato anche dalla copertina di Systems of Romance) e scritturarono Midge Ure, chitarrista in forza ai Thin Lizzy, che contribuì parecchio al rinnovamento del gruppo.
Il primo album, Vienna, è un buon album di musica pop in grado di aprire loro la strada per posizioni prestigiose in Top 10 e tour internazionali.
I successivi dischi, sempre più forzatamente mainstream, avrebbero perso il gusto originario della ricerca, in favore di un romanticismo sdolcinato e grossolano.
Una curiosità: su Vienna, appare un brano strumentale intitolato Mr.X sorretto da un tema musicale identico a quello dell’ultima traccia di Metamatic (Touch & Go). Non è mai stato chiarito ufficialmente se si trattasse di una rivincita polemica nei confronti dell’ex collega (il titolo, il riff “rubato”…) o se fosse semplicemente una casualità dovuta all’elaborazione di un brano scritto ancora quando Foxx era in forza al gruppo, sta di fatto che i temi principali dei due brani sono praticamente identici (qui sotto potete sentirli entrambi).

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