Etichetta: Matador
Tracce: 12 – Durata: 60:59
Genere: Pop Rock
Voto 8/10

Belle And Sebastian sono ormai una istituzione: nati a Glasgow nel lontano 1996, hanno realizzato fino ad oggi ben nove album di cui questo Girls in Peacetime Want to Dance è l’ultimo arrivato, cinque anni lontano dal precedente Write About Love. La loro musica, in questi quasi vent’anni, non è cambiata molto e in questo disco ripropongono una formula vincente, fatta di canzonette da doccia, con ritornelli accattivanti e arrangiamenti leggeri ma capaci di inglobare la scuola Artur Lee tanto quella degli ABBA. Mica facile, se ci pensate. Essere esili, precisi e commestibili, mantenendo alta l’asticella della qualità, è un compito che riesce a pochi.
Questa volta il risultato non è diverso dal solito, evidentemente i cinque anni di inattività sono stati più che altro una pausa volta a rigenerare i motori, per tornare a brillare di una luce personale sia pure poco impressionante. 
Ma chi se ne frega delle sorprese se otteniamo dodici canzoni come queste che, in un’ora di musica, rappresentano un portfolio efficace del songwriting inimitabile di Stuard Murdoch, condito da svolazzi orchestrali mutuati da Burt Bacharach e qualche chitarra graffiante ispirata alla formula guizzante di The Smiths?
Testi esili ma mai banali e produzione elegante e senza sbavature per un disco, lo capite da queste poche parole, che pur non esplorando nuovi orizzonti, porta a casa una manciata di pezzi dal gusto fresco. L’operazione che non è riuscita agli Arcade Fire con Reflektor, di puntare sul pedale della leggerezza, con anche qualche concessione alla pista da ballo, a Belle And Sebastian riesce con smagliante sicurezza, inanellando momenti di puro godimento con l’unica pretesa di risultare accattivante all’ascolto. Bandita ogni forma di impegno, sia letterale che strumentale, la ricetta è orientata a ottenere un piatto fresco e appetitoso, dove la canzonetta del passato viene a patti con le esigenze di oggi. Girls in Peacetime Want to Dance funziona benissimo nella sua interezza ma restituisce soddisfazioni anche estrapolandone brani a caso. Sebbene il trademark rimanga in ogni momento inequivocabile, non ci sono mai momenti ripetitivi e questo, volendo fare un disco pop, è il requisito più apprezzabile.
Perfetto per l’autoradio, imprescindibile nell’iPod in spiaggia e adattissimo a sottofondo lounge per serate casalinghe con gli amici.