Il Theremin, che un tempo in Italia era chiamato Eterofono, è il più antico strumento musicale elettronico della storia, inventato nel 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevič Termen (noto in Occidente come Léon Theremin) che gli ha dato il nome. Tra le sue peculiarità c’è quella che ancora oggi lo distingue da tutti gli altri strumenti musicali: si suona senza toccarlo. Il suo tipico “fischio” è generato da oscillatori che, lavorando in isofrequenza, producono un suono basato sul principio fisico del “battimento” delle onde generate dai due oscillatori.
Non concedendo punti precisi di riferimento (né tastiere né corde su cui basare l’accordatura e l’intonazione), il Theremin è uno degli strumenti più difficili sia da suonare che da impostare. Il controllo del suono è generato dal movimento delle mani  ed è fondamentale che venga tarato sulla dimensione del musicista (statura e massa corporea) e, naturalmente, sulla sua distanza dallo strumento.
I principali punti di riferimento sono due antenne: quella superiore (verticale) controlla l’altezza del suono, quella laterale (orizzontale) permette di regolarne il volume (alto se la mano è lontana, basso se è vicina). Ogni thereminista deve trovare il suo personale settaggio. Chi volesse provare ad utilizzarlo dovrà tener conto della sua estrema sensibilità e sapere che anche il più piccolo movimento involontario, come quello della testa o delle spalle, può interferire sull’intonazione o sul volume.
L’unico “metodo” ufficiale per Theremin è quello scritto da Clara Rockmore che, oltre ad essere la più famosa thereminista della storia, è anche colei che ha maggiormente contribuito allo sviluppo dello strumento, lavorando prima direttamente con il suo creatore Lev Termen e in seguito con Robert Moog che a partire dagli anni ’50 ne diventò uno dei principali costruttori (ancora oggi i modelli Moog sono i più venduti in assoluto). La Rockmore Sviluppò una propria tecnica esecutiva basata sul movimento delle dita e della mano, chiamata “fingering”, che permette una maggiore accuratezza nella velocità di esecuzione e nei passaggi tra le note evitando l’effetto “portamento” che viene considerato un limite quando si eseguono partiture che non lo prevedono. Il metodo Rockmore è il più accreditiato perché è il primo che cerca di conferire al Theremin la dignità di strumento musicale classico, con timbri che vanno dal violoncello alla voce umana, consentendo l’esecuzione di vere e proprie partiture e non solo di “effetti sonori” per i quali lo strumento è principalmente noto (in particolare nel cinema).

Gli allievi di Clara Rockmore, oggi nel mondo, sono diventati molti e il Theremin ha vissuto stagioni di grande popolarità anche nell’ambiente della musica pop-rock e finito nelle registrazioni di, tra gli altri, Elvis Presley, The Beach Boys, The Rolling Stones, Led Zeppelin, Simon & Garfunkel, Captain Beefheart, BjorkCake e Danger Mouse.
Il modello più diffuso attualmente è il Moog Etherwave, prodotto in due diversi modelli: Standard e Plus. Da circa un anno è stato messo in commercio anche un modello (denominato Theremini che è una variante del modello Standard) pensato specificamente per quei musicisti che intendono utilizzarlo all’interno di formazioni pop, rock e jazz: oltre all’utilizzo come normalissimo Theremin professionale, Theremini ha un pannello di controllo che consente di modificare forme d’onda e origine del suono oltre che impostare tonalità e scala per adattarlo con maggiore facilità alle esigenze delle performance tonali.
Il prezzo di un buon Theremin varia tra i 300 euro del Theremini ai 550 dell’Etherwave Plus. Ci sono molti modelli di altre marche con prezzi molto economici (il cui utilizzo è però difficilmente adattabile a esigenze professionali) ed anche la possibilità di acquistare kit di montaggio in grado di restituire uno strumento dalle buone prestazioni a patto di avere dimestichezza che circuiti stampati e saldatori a stagno.