Sebbene la malattia non fosse stata ancora resa pubblica (ed, anzi, venisse smentita ogni qual volta un giornalista ne ipotizzasse l’esistenza) Freddie Mercury era già gravemente malato il 18 febbraio di 25 anni fa quando ritirò il premio alla carriera per i Queen alla manifestazione dei Brit Award del 1990.
Fu la sua ultima apparizione in pubblico.
Sebbene sapesse da qualche tempo di aver contratto il virus dell’HIV, fino al 1989 la notizia venne tenuta nascosta a tutti, compresi i membri della band. La decisione di comunicarla agli amici, Freddy la prese dopo aver fatto alcuni accertamenti mediante i quali gli fu diagnosticata la sindrome dell’AIDS. Contemporaneamente decise di abbandonare la vita pubblica scegliendo di smettere di esibirsi in concerto. Per giustificare questa scelta rilasciò una dichiarazione pubblica in cui asseriva che “un uomo di 40 anni non può saltare e cantare su un palco con una calzamaglia addosso“. Al contempo rese nota l’intenzione di voler continuare a realizzare musica ma solamente al fine di registrare dei dischi.
A causa del suo aspetto (pallido, emaciato e molto stanco) durante i Brit Award di quel 18 febbraio ’90, alcune testate scandalistiche cominciarono a sospettare che fosse effettivamente malato e così Mercury decise di  rifugiarsi nella sua Garden Lodge (Villa di Earls Court a Londra) annullando tutte le sue apparizioni pubbliche  e non solo quelle in concerto.

La crescente diffusione di voci su una possibile malattia, amplificate dalla notizia della morte di Nikolai Grishanovich, un giovane che aveva avuto una relazione con Mercury, portò il gruppo a diffondere un comunicato stampa ufficiale, nel quale smentiva ogni voce sul cantante. Congiuntamente, il frontman si trasferì a Montreux, in Svizzera, dove affittò un appartamento nel quale rimase fino ai primi giorni di novembre 1991, quando rientrò a Londra per stare vicino ai suoi cari e per essere seguito dai medici.
Le sue condizioni peggioravano in modo talmente repentino da convincerlo a convocare il manager dei Queen, Jim Beach per redigere un comunicato ufficiale, che venne consegnato alla stampa il 23 novembre. “(…) desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa terribile malattia…“. Freddy Mercury avrebbe perso quella battaglia solo il giorno successivo, lasciando tutti i suoi ammiratori nell’immensa tristezza della sua perdita.

Dopo aver preso coscienza della malattia, il cantante decise di continuare a lavorare, scrivendo e registrando brani per la band che vennero pubblicati solo dopo la sua morte.
Stessa sorte toccò al videoclip di These Are the Days of Our Lives, in cui la malattia appare drammaticamente evidente, che era stato girato per scopi promozionali per l’album Innuendo, e che venne trasmesso ufficialmente solo dopo la morte del cantante, su sua precisa volontà.

Instancabile ed orgoglioso, oltre che conscio dell’importanza della sua voce per i Queen, Mercury registrò canzoni nuove fino a pochi mesi prima della sua morte, quando la malattia lo costrinse a smettere. Chiese espressamente a Brian May, John Deacon e Roger Taylor di intervenire sulle piste della sua voce per effettuare eventuali correzioni in modo da poterle utilizzare per registrazioni future.
L’ultima canzone a cui lavorò fu Mother Love, il 22 maggio 1991. Freddy, stremato e stanco, decise di interrompere le registrazioni per riposarsi pensando di tornare nei giorni successivi ma non ritornò più. A causa dell’errore di qualche giornalista, sono in molti a credere che questo episodio risalga alla settimana precedente la morte del cantante ma il dato risulta inattendibile: la malattia non gli consentì più di lavorare da quel 22 maggio. I registri dei Mountain Studios mostrano quello come l’ultimo giorno di lavorazione di Mercury su Mother Love. La canzone, pubblicata sul primo album postumo dei Queen (Made in Heaven) venne completata, dopo la scomparsa del cantante, con la voce di Brian May che canta l’ultimo verso. 

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