Etichetta: Sherpa Records
Tracce: 9 – Durata: 38:39
Genere: New Wave, Dark
Voto: 6/10

Francesco Caprai, musicista pisano già dedito al Punk Hardcore con alcune formazioni, stupisce abbracciando per la sua prima opera solista (firmata con lo pseudonimo Omake), un genere che davvero non ci si aspetterebbe da uno con un passato come il suo. Columns è un disco oscuro, che mescola l’elettronica con la sinfonia, soverchiandola di suoni cupi e di temi lirici espressi con una voce cavernosa scaraventata nel microfono direttamente dal ventre.
Una scelta coraggiosissima che non tiene conto delle mode o delle tendenze ma che si preoccupa principalmente di mettere in scena un se stesso inquieto e ruvido. Come se avesse inghiottito album interi dei Death in June o dei Coil e adesso (adesso è una parola che appare fondamentale per l’autore nel comunicato che accompagna il disco) fosse riuscito finalmente a metterci il proprio taglio, con un’intenzione volutamente grave che non concede molto alla speranza.
Una sorta di manifesto “no future” che impone la disillusione come viatico principale per affrontare la vita e l’esistenza. Forte, per certi versi, ostico per altri.
Le canzoni hanno una genesi “folk”, nate dalla chitarra e dalla voce, e un seguente carico verticale, con sovrabbondanza di tappeti e di ritmiche ossessive e poco spazio per aperture armoniche. Tutto si muove come un monolite sonoro turgido e amaro.
Un prodotto sicuramente non per tutti ma, sono certo, ci saranno molti estimatori che sapranno entrare in questo mondo ed apprezzarne ogni singolo battito, tanta è la personalità che Omake ci ha messo.
La scelta dell’inglese, per le liriche, sembra un veicolo imprescindibile. Forse le stesse canzoni, in italiano, avrebbero avuto un sapore un po’ strano. O forse sarebbe potuto essere il veicolo perfetto per farne qualcosa di realmente inedito.
Prodotto da Davide Barbafiera, Omake suona praticamente tutti gli strumenti, con qualche sporadica collaborazione.

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