La piccola Casio VL-1 (nota anche come VL Tone) era microscopica (30 x 7 x 2,5 cm) e fu la prima tastiera elettronica portatile a poter stare in una tasca. La sua fama si diffuse rapidamente perché consentiva di utilizzare i tipici suoni  di un sintetizzatore a fronte di una spesa davvero contenuta. I complessini new-wave dei primi anni ’80 avevano finalmente la possibilità di avere un synth al prezzo (di listino) di 107.000£ e potevano acquistarla sia nei negozi di strumenti musicali che in quelli di elettronica.
VL-1 è dotata di un altoparlante incorporato e di un’uscita audio mono jack da 3,5 mm ed è alimentata da quattro batterie di tipo AA oppure con l’ausilio di un trasformatore da 6V (venduto a parte). I tasti sono molto piccoli e morbidi, di tipo non sensibile (vale a dire che non varia l’intensità a seconda del peso che si da al tocco delle dita).
Essendo nata da una casa nota soprattutto per i calcolatori elettronici, la Vl-1 include anche questa funzione che, se oggi appare più o meno inutile, all’epoca – quando le piccole calcolatrici stavano nelle case di tutti – era considerata una feature molto apprezzata.
A sdoganarla definitivamente come strumento musicale fu un gruppo tedesco chiamato Trio che, con un one-shot dal titolo chilometrico (“Da da da I don’t love you You don’t love me aha aha aha“), la utilizzò per realizzare un pezzo da classifica ancora oggi considerato un imprescindibile monumento della musica pop. Dopo il successo della canzone, VL-1 divenne un oggetto di culto finendo nelle registrazioni di un vasto repertorio electro-wave.
Ma negli anni ’80 le cose andavano velocemente e mentre si affacciavano sulle scrivanie di pochi eletti i primi Personal Computer, tra i tastieristi si susseguivano micro-tastiere sempre più avanzate. Ne nascevano in continuazione e, in poco tempo, VL-1 fu rimpiazzata da modelli più sofisticati.
Un momento di rispolvero l’ha fatta tornare di moda a metà anni zero e, come e successo a illustri antenati come il Theremin o il Mellotron, il piccolo synth di casa Casio ebbe un momento di grande rilancio. Le sue timbriche ritmiche e la sua particolare sonorità vintage, ne fanno un oggetto ricercato e peculiare grazie anche alla tecnologia di sintesi sonora denominata ADSR (acronimo che sta per Attack, Decay Sustain e Release) che consente di elaborare suoni personalizzati agendo su otto cifre  (attraverso la funzione “calcolatrice”) da associare ad un parametro variabile tra i valori da 0 a 9, secondo il seguente schema:

  1. forma d’onda (10 disponibili)
  2. Attack
  3. Decay
  4. Sustain level
  5. Sustain time
  6. Release
  7. vibrato (LFO rate, applicato al VCO)
  8. tremolo (LFO rate, applicato al volume)


Nine Inch Nails, Lcd soundsystemKraftwerk e i nostrani Bluvertigo e Offlaga Disco Pax l’hanno spesso esibita con orgoglio sul palco e qualche anno fa un gruppo di programmatori ha sviluppato un suo fortunato emulatore per PC. Una creazione interessante perché VL-1 è rimasta in produzione per pochi anni (dal 1979 al 1983) e non è molto facile trovarne esemplari originali in buono stato.
In giro per i mercatini è piuttosto facile trovarne di funzionanti ma molto spesso vengono richieste cifre esagerate e ingiustificate.

(Clicca per ingrandire)