Uscito da qualche giorno per Volo Libero, L’uomo Cangiante è un nuovo libro dedicato alla carriera di Paul Weller, dagli esordi con The Jam fino alla brillante carriera solista passando per illustri collaborazioni (Paul McCartney, Oasis, Miles Kane, Blur…) senza trascurare l’esperienza di The Style Council.
A scriverlo è stato colui che probabilmente in Italia è l’unico titolato a trattare l’argomento, vale a dire Antonio “Tony Face” Bacciocchi, già autore di una imprescindibile guida al mondo dei MOD (Mod Generations) e direttamente coinvolto (come produttore prima e come biografo poi) nelle gesta della più leggendaria band Mod italiana, gli Statuto.
L’uscita di questo libro, che consiglio sia ai fan di Weller sia a chi abbia voglia di conoscere la sua opera, mi è sembrata l’occasione perfetta per fare due chiacchiere con un personaggio poliedrico come  il suo autore. Signore e signori: Tony Face!

Che sia tu l’autore di un libro biografico su Paul Weller mi sembra inevitabile. In fondo credo che tu avessi sempre saputo che prima o poi l’avresti fatto. Giusto? Racconta un po’ da cosa è nata l’idea.
In realtà non ci avevo mai pensato. Ho sempre ritenuto Weller troppo di nicchia in Italia per poterne scrivere, soprattutto in relazione al fatto che una carriera così lunga e discograficamente ampia avrebbe richiesto (come è in effetti stato) un lavoro molto difficile e particolarmente impegnativo. E’ stato anche difficile riuscire ad equilibrare la mia anima di fan sfegatato con l’esigenza di proporre qualcosa di fruibile ed accessibile anche ai soli appassionati o che semplicemente vogliono conoscere di più del personaggio.
Alla fine VoloLibero mi ha dato fiducia e i primi risultati sono sorprendenti in termini di interesse e vendite.

Ti sei sempre definito un MOD, sebbene le tue divagazioni come musicista siano riuscite a esprimersi anche in molte altre derive. Essere Mod, dunque è qualcosa di più intimo che esula dalla musica che si suona? Oppure sei stato un Mod prestato al garage-punk (penso ai Not Moving ma anche alla lunga collaborazione con Lilith)?
Mod è sinonimo di modernismo, di aprirsi al futuro (pur con uno sguardo perennemente rivolto alle radici). Ed è perfettamente compatibile, paradossalmente, con esperienze che con il mod nulla c’entrano (vedi Not Moving o Lilith). Senza dimenticare che vivere nella profonda provincia padana non ha mai aiutato la formazione di gruppi mod…

Nel 2007 hai scritto, quasi per gioco, un libro autobiografico. Poi ci hai preso gusto e sono arrivati altri libri in cui vengono evidenziati ancora di più i tuoi molteplici interessi: in mezzo a titoli tipicamente MOD (l’agiografico Mod Generation e la biografia degli Statuto) ci hai infilato un divertente Rock’n’Goal, una panoramica sul rock piacentino e un omaggio alla carriera di Gil Scott Heron. Inoltre scrivi un blog, collabori con riviste e siti internet…  Sembri incontenibile: hai deciso che da grande farai lo scrittore?
Hai ragione. Ci ho solo preso gusto. All’inizio Uscito vivo dagli anni 80, il mio esordio, era stato concepito in 50 copie autoprodotte da regalare ad amici e conoscenti per poter dire “ho fatto anche un libro”. E invece ho trovato editori, acquirenti, librerie che mi hanno ospitato per le presentazioni, interesse diffuso. Le cifre di vendita sono sempre irrisorie (siamo pur sempre in Italia) ma le soddisfazioni e il continuo incontrare gente nuova e soprattutto girare in un contesto (quello “letterario”) diverso a quello musicale in cui ho sempre gravitato, è molto divertente e stimolante. E poi sono finito alla Rai, a Sky, a Tutto il calcio minuto per minuto, a Radio Montecarlo con Teo Teocoli. Esperienze divertenti.

Nella tua storia c’è anche un’esperienza come discografico. La Face Records, negli anni 90, sembrava destinata a fare molte cose. C’erano interessanti agganci con l’estero e un piccolo roster di artisti molto promettenti. Tutt’oggi  quelli di loro che ancora suonano, hanno per te un grandissimo rispetto e per e la Face Records una sincera riconoscenza e un grande affetto. Quindi? Cos’è che è andato storto? Come mai quell’esperienza s’è conclusa così rapidamente?
E’ andato storto il portafoglio vuoto. Agli inizi gli investimenti erano ripagati non solo dalla consueta soddisfazione, complimenti e pacca sulla spalla ma anche da un riscontro economico (leggi: non ci si guadagnava un soldo ma neanche ci si perdeva). Poi il diluvio che ben tutti conosciamo e nonostante i dischi fossero distribuiti dalla Sony e avessero il supporto editoriale della Emi è incominciato il “bagno di sangue” e di conseguenza l’immediata cessazione di ogni ostilità discografica.

Ipotesi: arriva a casa tua il più grande editore italiano e ti propone di scrivere tre biografie di altrettante personalità. Sarai spesato per incontrarli e passare un po’ di tempo con loro per scrivere i tuoi libri nella maniera migliore. Non hai limiti, puoi scegliere chiunque e di qualsiasi professione. SOLO tre ma, se te la giochi bene, potrebbero modificare in maniera definitiva il tuo curriculum. Chi scegli?
Avrei difficoltà tra Pete Townshend, Paul Mc Cartney e Ringo Starr. Sicuramente Gigi Riva, mio idolo di sempre e Raffaella Carrà che sono convinto avrebbe mille cose da dire e non banali.