Etichetta: VolumeUp!
Tracce: 10 – Durata: 34:09
Genere: Pop Rock
Voto: 7/10

Solo è la seconda prova discografica per il trio bresciano Ovlov che stavolta si avvale della collaborazione al banco di regia di Andy Rourke (The Smiths) e di Lorenzo Caperchi al mixer, per produrre un lavoro ben calibrato tra sonorità brit-rock e svolazzamenti deliziosamente pop, con qualche accenno che rimanda perfino a Mika. Prendetela con le pinze, ovviamente ma… anche il cantante britannico-libanese ha la medesima predilezione per le atmosfere pop-wave degli anni ’80 e, con la supervisione di Rourke, è stato facile per Ovlov incanalare l’intero lavoro verso il recupero di quelle modalità espressive.
C’è il solito (mio) problema con l’inglese: un disco che parla in maniera così diretta della vita in una città di provincia come Brescia, congiunto all’amore che si prova per essa e alla incapacità di allontanarsene nonostante l’inquinamento e la difficoltà di esprimersi, avrebbe avuto un richiamo più potente se fosse stato espresso in italiano, soprattutto utilizzando un metodo musicale che di italiano ha ben poco: un connubio strepitoso per dichiarare l’amore-odio che le parole esprimono. La voce di Luisa Pangrazio è un tantino monocorde ma risulta perfetta nel ruolo solista. La band, da par suo, regge la carica con esemplare maestria e le canzoni si susseguono in maniera elegante, sfiorando The Beatles, The Cure e (ovviamente) The Smiths quanto basta per imporre delle linee guida precise. Velati guizzi noise, poi, fanno da livella perfetta quando la melodia tende a uscire troppo dai bordi, riportando tutto nei ranghi di una musica viscerale e organica che non si dimentica mai della componente attrattiva del pop.
Un album ben studiato e ben computato che riesce nell’intento di apparire vivace al punto da sembrare una registrazione dal vivo.
Speriamo che il buon Rourke decida di dare alla band la possibilità di uscire dai confini italiani. Ovlov hanno senza dubbio le possibilità di piacere anche all’estero e questo finirebbe col giustificare anche la scelta dell’inglese.
Tra gli ospiti anche un cameo di Xabier Iriondo, alla chitarra. Copertina di Biro.