Etichetta: Sour Mash
Tracce: 10 – Durata: 43: 21
Genere: Pop Rock
Voto: 7/10

Alla seconda prova targata Noel Gallagher’s High Flying Birds, il fratello assennato degli ex Oasis confeziona un album sicuramente più interessante di quello licenziato all’esordio. Stavolta le canzoni godono di una maggiore corposità compositiva e, sebbene le eterne influenze beatlesiane comincino a mostrare un po’ la corda, non è impossibile sentire una rinnovata creatività.
Per chi ha amato la scrittura di Gallagher nel periodo fulgido degli Oasis anni ’90, sarà facile accogliere Chasing Yesterday come un brillante campionario di maturità. Noel sa di non poter più fare il ragazzaccio cattivo e impianta le sue canzoni con elementi meno intransigenti, accontentandosi, qua e là, di insaporirle con vagiti emozionali di tarda gioventù. Il candore della sua espressività rimbalza spesso su trame melodiche rassicuranti, sviolinando ballate buone tanto per le cover di X-Factor quanto per ossigenare il sangue “beat” che si ritrova nelle vene.
Non siamo al cospetto di un grande passo per la musica leggera ma abbiamo un eccellente prova di uno che fa questo mestiere da tanti anni con vivace convinzione.  Su Chasing Yesterday non ci sono brani telefonati o sciocchi esercizi di stile: stavolta Gallagher ci mette davvero anima e cuore addolcendo l’ascolto con passaggi che sanno far vibrare il petto di chi ascolta, sebbene qualche volta scappi un sorriso nel riconoscere un metodo che punta a esporre uno stile prima ancora che una strada. Fa eccezione la traccia conclusiva (Ballad of the Mighty I) che lascia spazio a qualcosa di inesplorato, almeno nella storia d(e)i Gallagher, svisando perfino su territori dance. Lo sforzo più mirabile è da riscontrare nella generale capacità dell’autore di mettere insieme le sequenze di accordi, abbinando storie di ordinaria condotta sentimentale a una indiscutibile qualità vocale. la stessa che negli anni ’90 lo contrapponeva al timbro acido di Liam.
Con qualche eccezione, come quella di cui si parlava qualche riga più su, le canzoni di questo disco sembrano condotte da un pilota automatico, per uno scotto che è costretto a pagare chi, come Noel, ha creato un mondo a parte nell’ambito della musica di consumo. La forza intrinseca di Chasing Yesterday è da ricondurre a quel barlume di genialità che fa di questa caratteristica, altrimenti negativa, un punto di grande forza. L’intelligente scelta di inserire elementi meno grezzi (un esempio su tutti l’assolo di sassofono in coda alla emozionante Riverman), connota questo disco come un lavoro verace e sincero, pur nella sua apparente ridondanza.
Non è molto, me ne rendo conto, ma in un momento così avaro di grande musica pop, trovarci al cospetto di un lavoro condotto con l’entusiasmo di un adolescente (ma senza cadere in tranelli goffamente adolescenziali) è più di quanto ci si potesse aspettare dall’icona di un’epoca così connotata.

Annunci