Etichetta: Hopetone / Riff
Tracce: 11 – Durata: 42:02
Genere: RetroPop, PsychoBlues
Voto: 7/10

Mauro “Vanvera” Vacca e Roberta “Skip” Etzi arrivano dalla Sardegna e sotto il profilo Pussy Stomp incendiano spesso e volentieri i palchi di piccoli club della penisola. lo fanno presentandosi come una crasi perfetta tra l’acidità Psychobilly di The Cramps e l’attitudine rigidamente blues di The White Stripes. I loro strumenti sono basso e chitarra. I tamburi sono quasi sempre sintetici e proprio questo, l’uso “scomodo” della drum machine, li rende particolarmente interessanti oltre che coraggiosi. Le canzoni di Guide For Shy Guys non si perdono in panegirici e vanno dritte al punto: riff micidiali, messaggi sgraziati e tanto, tanto rock’n’roll.
Sì, d’accordo, non ci sono grandi rivoluzioni ma in una materia come questa, attenersi alle regole è quasi sempre la migliore condotta. Poi tutto il resto serve a condire l’immaginario del caso, a partire dalla deliziosa immagine di copertina, saldamente incorniciata nell’epoca sfavillante delle Pin-Up anni ’50, fino ai ritratti dei due musicisti quasi sempre connotati da elementi retrò che cristallizzano il lavoro in un’epoca sicuramente passata ma indefinita e passando naturalmente per il titolo dell’album che viene offerto come imprescindibile guida per ragazzi timidi.
Ascoltando il disco vengono fuori molte passioni, quelle per le storie biografiche di personaggi estremi in stile Tom Waits, ma anche un sottile gusto per i B-Movie d’antan, con tanto di fischi terrorizzanti del Theremin (B-loose).
Il gancio vincente arriva da un piglio caustico indispensabile per chiunque provi a misurarsi con un’iconografia che ha fatto dell’ironia la sua chiave di lettura principale. È solo in questo modo che si riescono a far convivere nello stesso disco i CCCP con Vampirella, gli Animals con la Famiglia Addams, The Fuzztones e The Flinstones.
Non è lontana la grinta del Punk Rock ma vi si respira anche molta della goffa sguaiatezza di Sreaming Jay Hawskins. E scusate se è poco.