Etichetta: Alphasouth
Tracce: 12 – Durata: 42:19
Genere: Cantaurori, Blues Rock
Voto: 8/10

Questa volta vorrei non dover dire che Lilith è l’ex cantante dei Not Moving ma per farlo ho bisogno di dirlo. E vorrei non farlo perché Lilith, praticamente nell’immediato indomani della chiusura della sua esperienza con la band, ha cercato di dimostrare di avere le capacità di sviluppare una strada tutta sua, di quelle che si elevano nel panorama nostrano per un certo coraggio nell’esprimersi con linguaggi non propriamente convenzionali. Con questo non voglio dire che Lilith abbia desiderio di emanciparsi dal suo passato (per quanto ne so, ne va fiera) ma per mettere in evidenza la sua capacità di convertire una gioventù ribelle con una carriera matura e consapevole. Accompagnata dai fidati Sinnersaints, stavolta, con Revoluce, realizza un disco prezioso e denso, compilato con dodici tracce autografe cantate in italiano (con due eccezioni nel suo caro dialetto centenaro) nelle quali mette in musica un universo malinconico e suadente, che abbina le ballate oscure di Nick Cave con la tradizione cantautorale del nostro Paese. Splendido il titolo dell’opera che mette in scena una brillante guida alle intenzioni: Revoluce significa, come immaginerete, rivoluzione (in lingua ceca) ma contiene anche la parola Luce. Nel mezzo, evidenziata da un cambio cromatico nella grafica, si legge Evol (che riconduce ai demoni) che, al contrario diventa Love. Dunque: amore, crudeltà, rivoluzione e luce. Una ricetta perfetta per portare su disco le tematiche principali dell’inquieta esistenza dei nostri tempi.
La voce della principale è grossa e sbilenca a sufficienza per adeguarsi di volta in volta all’esigenza delle prestazioni. L’impianto musicale è dritto e crudo, senza mai essere crudele: ci accompagnano sonorità ai bordi del progressive, con flauti imbizzarriti, mescolate al sangue ribelle del Punk che, a quanto pare, continua a scorrere nelle vene di Lilith (Uomini) fino ad affrontare le torride atmosfere tex-mex, tra sigarette sempre accese e gargarismi alla Tequila (Nero, Lex senza me) perfette per il cinema (e infatti qualche traccia del disco è stata realizzata proprio per una serie TV).
Una band in stato di grazia amplifica l’attitudine da cantastorie di Lilith preparando ogni brano con la struttura adeguata, togliendo gli eccessi e portando tutto nel più oscuro club di provincia in cui anche la più piccola sbavatura finisce per donare carattere alla musica.
Dopo tutti questi anni sulle scene, Lilith And The Sinnersaints hanno realizzato il loro disco più perfetto ma che ha tutta l’aria di non essere un punto di arrivo quanto piuttosto il momento più alto di una storia che non accenna a mostrare debolezze.
Un nutrito numero di date, di cui la prima è stasera al Bar Dante di Acqui terme (AL), supporta l’uscita del disco. E se nell’elenco c’è il nome della vostra città… non fateveli scappare.

VENERDI’ 13 marzo: ACQUI TERME (AL) “Bar Dante” + Chicco de March
LUNEDI’ 16 marzo: CREMONA “Fico”
GIOVEDI’ 19 marzo: LIVIGNO (SO) “Marcos”
VENERDI’ 20 marzo: LA SPEZIA “Skaletta”
SABATO 21 marzo: PIACENZA “SoundBonico”
SABATO 28 marzo: CAGLIARI “Bohemien”
VENERDI’ 3 aprile: GENOVA “Bloser”
SABATO 11 aprile: BOLOGNA “Covo” + Avvoltoi
GIOVEDI’ 16 aprile: TORINO “Hiroshima” + Assist
VENERDI 17 aprile: MILANO “Ligera”
SABATO 16 maggio: VARESE “Sur le Sofa”