Etichetta: Room Records
Tracce: 11 – Durata: 41:21
Genere: Northern Soul
Voto: 9/10

Dare un tiro moderno a una musica fortemente connotata come il Northern Soul non è un compito facile: si rischia di finire nel macchiettismo o, peggio, nella replica spudorata. Fino ad ora l’unica a riuscirci con risultati evidenti è stata Amy Winehouse. The Lovers Key è un duo proveniente dalla Florida (con una vita precedente sotto il nome The Postmarks) dedito al recupero di quel genere accattivante e fresco che fu il Northern Soul negli anni ’60 ma, come si diceva all’inizio, senza fingere di non sapere che da You Can’t Hurry Love sono passati 50 anni. Ci mettono il graffio del rock e, in questo senso, musicalmente ricordano per certi versi i Redskins senza però caricare, come è il caso dei colleghi inglesi, di messaggi politici o sociali.
Here Today Gone Tomorrow è un disco di purissimo intrattenimento, denso di musica da ballo perfetta per far saltare anche chi ha qualche capello grigio in testa. Il cantante Maco Monthervil è uno che ha imparato la lezione dei grandi vocalist del passato e ha capito dove poter inserire la sua personalità. Il lavoro di Christopher Moll, e di una band di supporto coi controfiocchi, rende l’operazione irresistibile. Pezzi come Maybe I’m Not Good Enough sono puro godimento, di primo acchito per il sapore Motown ma alla lunga a venire fuori è la formidabile capacità di esprimerlo, con strumenti classici, sezione fiati, organo Hammond, senza inserti elettronici e con tutto l’armamentario necessario a far iniziare la festa.
La cosa bella è che la loro contagiosa orecchiabilità sembra fatta apposta per adescare nuovi adepti per un genere che ha già parecchi estimatori nel mondo. E, in questo, a ben vedere, sono davvero vicini a Amy Whinehouse che forse non si aspettava di entrare in classifica con qualcosa di così marcatamente connotato.
Non tutto funziona alla perfezione (altrimenti là sopra ci sarebbe stato un 10/10) e qualche pezzo minore ogni tanto affiora ma sono talmente esigui che si perdonano subito.
Ahimè, per il momento, trovare il loro disco qui nel Vecchio Continente non è tanto semplice (ma su Spotify c’è), un dato che fa immaginare che le sorti di Here Today Gone Tomorrow non somiglieranno nemmeno vagamente a quelle di Back to Black ma voi, che siete furbi e attenti, sicuramente non vi lascerete scappare un discone come questo. Metteleo sul giradischi, alzate il volume e… che la festa cominci!

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