Etichetta: Island
Tracce: 11 – Durata: 48:46
Genere: Pop
Voto: 8/10

Confrontato coi due capitoli precedenti, How Big, How Blue, How Beautiful, mostra Florence + The Machine affrontare con maggiore decisione la strada del pop. Se qualcuno, nell’esordio Lungs, aveva sentito un retrogusto indie-rock, col successivo Ceremonials aveva chiaramente capito che Florence puntava al vertice delle classifiche molto di più di quanto ambisse a vendere dischi a una stretta élite di appassionati. Stavolta, alla terza difficile prova, la commistione riesce in maniera direi stupefacente perché gli ingredienti per confezionare delle grandi canzoni pop sono stati messi tutti nelle giuste dosi ma The Machine dimostrano di essere una band coi controfiocchi, capace di confezionare arrangiamenti che non possono lasciare indifferenti nemmeno gli ascoltatori più esigenti.
Undici pezzi ben congegnati, oleati e assemblati con tutti i crismi, che devono aver messo in imbarazzo i discografici nella scelta del singolo da lanciare in promozione. Ognuna delle canzoni del pacchetto contiene richiami gustosi alla buona musica leggera, finendo per lasciare chiunque decisamente soddisfatto nella fruizione.
Sicuramente ci sarà chi storce il naso, per un eccesso di produzione o per qualche rincaro strumentale vagamente ridondante ma la forza del disco sta tutta nel riuscire a non superare mai la barriera dell’eccesso, fermandosi in tempo quando il gusto comincia a farsi troppo tamarro.
Sono canzoni fatte per diporto, da ascoltare a tutto volume in macchina raggiungendo la casa delle vacanze, certi che nessun passeggero avrà da lamentarsi, di qualsiasi età essi siano. E guardate che questa, per quanto fastidio possa dare allo snob che c’è in ognuno di noi, è una qualità difficilissima da dimostrare.
Miss Welch canta a tutti polmoni, la band si prodiga a sostenerla con pezzi epici ed enfatici, portando nelle nostre case un po’ di meritata spensieratezza, volta a farci dimenticare, sia pure per cinquanta minuti, le disgrazie della crisi, del lavoro e del grigio quotidiano.
I testi riescono a non essere mai banali nonostante siano generalmente focalizzati sulle “solite” relazioni sentimentali. Florence è diretta, usa parole dure e ben assestate, mostrando una brillante maturazione in un campo in cui ormai è davvero difficile essere originali.
Qualche pezzo all’apparenza “minore” serve a bilanciare il gusto poliedrico delle canzoni che trovano quasi sempre il modo di farsi ricordare come si confà alla musica di consumo.
Riuscire a fare un disco così fruibile, mettendoci così tanta enfasi è un compito difficile da realizzare. Florence + The Machine ci riescono entrando di diritto tra i protagonisti della canzone dei nostri tempi.

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[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=Hr2u2-gCI_g%5D

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