Compie oggi 50 anni Like a Rolling Stone, una delle canzoni di Bob Dylan ad aver tramandato il suo autore ai secoli futuri.
Parte dell’immortale Highway 61 Revisited, Like a Rolling Stone è l’unica canzone dell’album ad essere stata prodotta da Tom Wilson, che in seguito avrebbe ricoperto il ruolo di produttore anche per The Freewheelin, anziché da John Hammond perché inserita nella tracklist solo in un secondo momento. Inizialmente sarebbe dovuta uscire solo come singolo ma Dylan la incluse nell’album perché si trovava a corto di registrazioni. Di Tom Wilson è anche l’idea di chiamare il tastierista Al Kooper che avrebbe reso immortale il pezzo con uno dei più famosi riff di organo dell’intera storia della musica pop.
Il titolo della canzone non fa riferimento alla band The Rolling Stones ma al poverbio “A rolling stone gathers no moss” (una pietra che rotola non fa muschio). Dylan ha dichiarato spesso che l’idea l’ha presa da un verso di Lost Highway di Hank Williams che recita I’m a rolling stone, I’m lost and alone (Sto una pietra che rotola, sono perduto e solo).
La canzone racconta di una giovane dell’alta società che fa fatica ad affrontare le insidie del mondo quando si trova costretta a viverne all’esterno.  Le parole del testo sono state estrapolate da un racconto scritto da Dylan che era piuttosto lungo ed articolato e che, nonostante l’adattamento per la canzone, portò la canzone alla considerevole durata di 6 minuti e 15 secondi. Questo fattore, negli anni ’60, rappresentava un problema serio perché le radio si rifiutavano di trasmettere canzoni più lunghe di 3 minuti. Ad aggravare la situazione c’era anche un testo molto lungo, senza particolari ganci o tormentoni, che non consentiva una riduzione del minutaggio.
Nonostante questo ostracismo il disco fu un enorme successo, arrivando al n°1 della classifica, e diventando un ufficiale punto di rottura nel mondo della musica di consumo. Per la prima volta il pubblico dei giovani aveva scelto in autonomia, senza spinte radiofoniche, unicamente per stima nei confronti del giovane folk singer più in voga del momento.
Nel 1970 Bob Dylan avrebbe registrato una nuova versione del pezzo per l’album Self Portrait.
The Rolling Stones, il cui nome probabilmente deriva dallo stesso pezzo di Hank Williams, incisero una loro versione nel 1995 corredandola di un video innovativo.
Anche la rivista Rolling Stone (che per esplicita dichiarazione di Jann Wenner deve il nome sia alla band che alla canzone di Dylan) ha celebrato il brano eleggendolo “miglior canzone pop di tutti i tempi” in un sondaggio del 2004.

.
[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=syNLBJ_Lq9E%5D