Etichetta: Domino
Tracce: 12 – Durata: 47:06
Genere: Pop Rock
Voto: 7/10

L’idea di una collaborazione tra Franz Ferdinand e Sparks è nata una decina di anni fa, nel 2004. La leggenda vuole che Ron Mael degli Sparks si fosse risentito perché il primo album dei Franz Ferdinand aveva ottenuto il disco di platino mentre il 19° album della sua band (Lil’ Beethoven) non fosse nemmeno entrato in classifica. Come forma di protesta, il musicista di Los Angeles fece pervenire agli scozzesi il demo di una canzone intitolata Piss Off (Fuori dalle palle). Ovviamente i Franz Ferdinand sono fans degli Sparks e conoscono alla perfezione il loro grado di ironia ed hanno accolto “quel” segnale nel modo migliore, comprendendo che, effettivamente, i due fratelli Mael sapevano di essere giustamente minacciati da una giovane formazione in grado di oscurare la loro fama.
Sicché oggi si è arrivati all’inevitabile album congiunto e, a dimostrazione che nessuna delle due band vuole apparire come quella di supporto all’altra, è stato scelto di utilizzare un moniker (FFS) che fosse solo l’acronimo dei due individuali. La cosa divertente è che, a seconda dell’età di chi ascolta, è facile fraintendere la predominanza di uno o dell’altro gruppo. Franz Ferdinand sono sempre stati, senza misteri, molto affascinati dagli Sparks quindi ci sarà chi ci troverà un disco dei primi condiviso coi secondi e chi invece ci sentirà tutte le tipiche costruzioni dei secondi offerte alla strumentazione dei primi. Beh, per me questo, da solo, è un pregio mica da ridere.
I brani sono tutti ben suddivisi, a partire dalle parti vocali equamente suddivise tra Russel Mael e Alex Kapranos, perfettamente in grado di duettare su brani di rapido impatto con la tipica formazione rock (chitarra-basso-batteria) che riesce per la prima volta a d innescarsi con le trame vivacemente elettroniche del Glam.
Con inserti grotteschi e insistentemente pacchiani vicini a certi eccessi dei primi Queen (Save me From Myself) ed altri più modernamente addomesticati dall’incedere vagamente Punk della ritmica (la succitata Piss Off, posta in coda al disco) e senza mai risparmiarsi nessuna delle possibilità che una collaborazione come questa poteva azzardare. C’è l’electro pop svaligiato a casa degli Ultravox! (So Desu Ne), il glam dance che non sa decidersi se stare dalla parte dei Roxy Music o da quella dei Duran Duran (Call Girl) e perfino una ironica e azzeccata autocritica intitolata Collaborations Don’t Work, smentita completamente dal risultato.
Non funziona proprio tutto, bisogna ammettere che forse un tantino di autocompiacimento in meno avrebbe sicuramente giovato, ma appare evidente, fin dalle prime note di Johnny Delusional che non si tratta di una collaborazione a distanza. Questo è un disco nato davvero da un lavoro comune tra le due band, che hanno operato in simbiosi e a stretto contatto per tutto il tempo, in modo da ottenere qualcosa che suonasse come una band unica, riuscendoci alla perfezione.
Forse finirà qui (dopo il tour che arriverà in Italia per qualche data – vedi sito ufficiale) forse no. In ogni caso abbiamo scoperto che la forza della musica pop è ancora una delle poche mettere d’accordo due generazioni e ottenere risultati senza tempo.

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