Etichetta: Matador
Tracce: 11 – Durata: 44:12
Genere: Hard Rock, Nu-Blues
Voto: 8/10

Algiers sono un trio americano composto da tre chitarristi (Franklin James Fisher, Ryan Mahan e Lee Tesche che occasionalmente suona anche il basso) difficili da definire. Alla voce “genere”, lì sopra, ho scritto anche Hard Rock perché sebbene non ripecchino le regole precise del genere, è la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltandoli.
Si avvicinano, a volerli associare a qualcuno, ai Faith no More se non fosse che la band di Mike Patton s’è distinta per limitare gli interventi delle chitarre mentre qui, come già detto, abbondano. Dal vivo li accompagna alla batteria Matt Tong dei Bloc Party, in studio si “accontentano” di quella elettronica.

Il loro primo disco, senza titolo, è una piccola gemma del panorama attuale, capace di mettere in scena visioni oscure del mondo, su un impianto sonoro particolarmente policromo. Cori Gospel si intrecciano alla voce solista con inquietante efficacia, riportando alla mente certi canti tribali dell’Africa nera assieme alle visioni psichedelic-sociali dei Tempations di Papa Was a Rolling Stone (And When You Fall).
L’impianto tipicamente Rock, infatti, non è mai troppo rigido e i pezzi si srotolano in citazioni Blues, Soul e Hip Hop, creando qualcosa di molto originale. Algiers dimostrano di aver ascoltato molta musica e non perdono mai l’occasione per inserire omaggi e riconoscimenti a cult band come Birthday Party, Suicide e MC5.
Liricamente impostano una precisa linea “politica” che nega l’ideologia nichilista ispirandosi alla corrente modernista dell’inizio del secolo scorso che denunciava il declino, evidentemente non ancora compiuto, della cultura occidentale.
Nonostante questi messaggi e sebbene musicalmente risulti cupo e oppressivo, il disco contiene un richiamo alla speranza invocata da una musica che prende in prestito la ribellione sia quella primordiale del Gospel che quella selvaggia del Rock’n’Roll.
Vale la pena dargli un ascolto perché oggi una band come questa è piuttosto rara e lasciarsela sfuggire sarebbe un autentico errore.

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