Etichetta: Young Turks Recordings
Tracce: 11 – Durata: 42:12
Genere: Elettronica, EDM, D&B
Voto: 9/10

Negli ultimi anni s’è accesa una polemica che vede i musicisti contro i disc-jockey. Il contenzioso sta nella verbo “suonare” perché i primi contestano ai secondi di utilizzare quel verbo in modo inappropriato. La polemica, come molte polemiche, è del tutto sterile perché se è vero che un tempo i DJ si limitavano a cambiare i dischi, oggi hanno un ruolo sicuramente più di rilievo. Il DJ è generalmente un creativo, né più né meno di qualsiasi altro musicista. Utilizza dischi e giradischi, ci abbina molta elettronica e crea qualcosa che prima non esisteva, allo stesso modo in cui i musicisti creano con strumenti propriamente detti.
Jamie XX è sicuramente uno dei nomi più in vista in questa categoria di moderni musicisti e le sue performance sono generalmente delle autentiche gemme di musica moderna. Certo, mette i dischi, ma sono per lui autentici veicoli di creatività. Non è un caso che i nomi più illustri della musica attuale abbiano affidato a lui i remix più prestigiosi del loro repertorio. Da Adele ai Radiohead, praticamente lo scibile della musica pop d’oggidì ha richiesto i suoi servizi per versioni alternative delle loro migliori produzioni.
Attivo anche come membro della band XX, Jamie ha un gusto personalissimo che diventa inconfondibile non appena mette mano alla consolle. In Colour, il suo nuovo disco solista, è pronto a diventare un piccolo classico in materia di Club Culture ma ha caratteristiche facilmente assimilabili anche alla musica sperimentale perché affonda le mani nella ricerca del suono e delle sue innumerevoli possibilità di elaborazione.  Ciò che non riesce più a un genio del passato come Giorgio Moroder, per Jamie XX è un compito ineluttabile che porta a un album di brillante ispirazione.
Vagando tra territori consueti come Funk, House e Soul, In Colour si scioglie nelle orecchie con inusuale precisione, colmando vuoti che l’elettronica pensava di non poter più colmare.
Saggiamente ancorato a soluzioni provenienti dai classici, il disco tenta carte inaudite anche quando rinvigorisce i Persuasion di Good Time, scomponendone l’architettura e invitando Young Thug e Popcaan per un Rap che si macchia quel tanto che basta di Ragamuffin.
Jamie XX dimostra di essere a pieno titolo un musicista e anche di più: produce, dirige, sceglie e assembla con un rigore maniacale lasciando che tutto scorra come se fosse una “normale” session da ballo.
Tu lo ascolti e ti diverti, alzi il volume e muovi la testa… Poi lo riascolti, ti accorgi dell’immenso lavoro che c’è dietro e sorridi: hai trovato il disco del momento. 

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