Etichetta: Shyrec
Tracce: 10 – Durata: 34:33
Genere: Post Punk
Voto: 6/10

Già artefici di uno split con i corregionali New Candys, i Trevigiani Kill Your Boyfriend giungono con The King is Dead al primo album completamente autografo. La formula è quella di riprendere, in maniera piuttosto filologica, tutte le derive che la musica Rock ha preso dopo l’esplosione del Punk della metà degli anni ’70. Ci sono elementi tipici dello shoegaze più estremo (da quello primordiale di MC5 e Stooges, fino a quello più patinato di Bauhaus e Sisters of Mercy) ben abbinati a elementi di musica elettronica e Gothic Wave.
L’album è destinato, nella sua forma fisica, unicamente al formato LP che è quello che meglio si abbina alla sua proposta. Un disco in vinile suddiviso in due parti distinte, denominate Death List I e Death List II, nelle quali si susseguono cinque brani per facciata volti a mettere assieme due sensazioni musicali in netto contrasto ma perfettamente funzionali l’una all’altra. Dieci titoli codificati da altrettanti nomi maschili (così come nei dischi precedenti) per la creazione di storie legate alla “perdita” in tutte le sue declinazioni.
L’operazione è ben congegnata, sebbene risulti piuttosto facile immaginare che le l’aspetto più incisivo di queste canzoni sia destinato alle perfomance dal vivo. Il disco, nonostante l’apporto di Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut, suona un po’ troppo compresso, come se i suoni non riuscissero a liberarsi rimanendo imprigionati nelle casse dello stereo. Un peccato perché se ne coglie spesso l’intenzione aggressiva ed inquietante destinata a vivere come un limite invalicabile quello della sala di registrazione. Kill Your Boyfriend riescono lo stesso a impiantare un mondo sonoro sicuramente interessante, dimenandosi su equilibri sottili e destabilizzanti, tra echi e riverberi claustrofobici, chitarre profonde e voce dall’oltretomba. Un’operazione di recupero di un ambiente musicale d’altri tempi che manderà in brodo di giuggiole gli adoratori della parte oscura del Punk Rock e che, molto probabilmente, si presta a esibizioni dal vivo teatrali e coinvolgenti.