Etichetta: Domino
Tracce: 12 – Durata: 42:26
Genere: Indie Pop
Voto: 8/10

Ducktails, side project di Matt Mondanile dei Real Estate, giunge al terzo capitolo discografico portando sonorità che, a differenza dei due numeri precedenti, si avvicinano maggiormente a quelle della band di origine, quasi a voler suggellare un marchio di fabbrica che, evidentemente, sta molto a cuore a Mondanile.
St. Catherine è un disco fondamentalmente pop che però si assume la responsabilità di esprimersi con un linguaggio che non tenga conto di quello che richiede il mercato diventando squisitamente prezioso nella sua essenza indie.
Ducktails si appellano a molte ispirazioni, portando a casa un prodotto elegante e piacevole che riesce a contemplare lo shoegaze degli anni ’90 fino alle derive cosmiche dei Durutti Column. L’uso delle chitarre è sicuramente figlio della New Wave anni ’80 ma gli approdi sono sempre pronti a strizzare l’occhio ad una forma-canzone perfetta tanto per l’autoradio quanto per i grandi happening dal vivo. Anche le tastiere, usate in maniera vagamente tamarra (nel senso buono, se lo trovate), sono derivate dagli imponenti tappeti del famigerato decennio ma Mondanile riesce a plasmarle per non far mai apparire i fantasmi del passato. D’altronde, evocare così palesemente Vini Reilly è il metodo più furbescamente snob per adescare tanto i nostalgici quanto nuovi seguaci.
La musica di St. Catherine si adatta alla perfezione al gusto del pubblico giovane ma riesce a affascinare anche chi, come il sottoscritto, di musica ne ha sentita fin troppa.
Abbellito da un breve ma intenso cameo di Julia Holter, l’album inanella una dozzina di pezzi morbidi e glassati, perfetti per ogni occasione, corredati di strofe e ritornelli accattivanti che rimangono in testa per ore e ci chiedono insistentemente di premere di nuovo il tasto Play. Di questi tempi non è facile trovare dischi che, chiedendo così poco, offrano così tanto e sicuramente non potrà mancare nella vostra playlist dell’estate. Tenetelo sempre a portata di mano perché sentirne il bisogno
è la cosa più facile che possa accadervi dopo averlo sentito anche una sola volta.

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