Artista: New Order
Etichetta: Factory Records
Anno: 1983

Sebbene si tratti del 12” più venduto della storia, quando Blue Monday uscì nel 1983 rischiò di far chiudere la Factory Records a causa degli elevati costi della sua famosa copertina.
I New Order si rivolsero al fidato Peter Saville che creò una confezione a forma di floppy disc da 5” (quelli flessibili da 13 cm per lato), con tanto di forature speciali.
Il costo fu talmente elevato che, nonostante il disco stesse vendendo bene (anzi benissimo), le moltissime edizioni seguenti vennero pubblicate con una normalissima copertina senza bizzarre fustellature.
Un’altra amena caratteristica è che il nome del gruppo e quello della canzone non appaiono in nessuna parte della copertina sebbene, in realtà, una serie di blocchi colorati possano essere letti come “FAC 73 BLUE MONDAY AND THE BEACH NEW ORDER” attraverso le regole del codice Baudot (FAC73 era il numero di catalogo e THE BEACH era la versione strumentale posta nella facciata B). Ma l’arcano fu svelato solo l’anno successivo quando la chiave di lettura del codice venne pubblicata nella back cover dell’album Power Corruption and Lies.
Il pezzo è talmente famoso che forse ci sarebbe poco bisogno di parlarne, così come delle leggende attorno alla sua genesi. Tutti (più o meno) sanno che che la famosa intro di drum-machine, con quella rullata in sedicesimi della grancassa, pare sia frutto di un errore. Fu Bernard Albrecht a scombinare il programma realizzando, per caso, uno dei pattern ritmici più famosi ed imitati della storia. Anche il sequencer fuori sincrono è dovuto al caso. Gillian Gilbert lo fece partire a metà della seconda misura per distrazione e il resto della band trovò che, in questo modo, il brano ci guadagnasse di parecchio.
Per questa e per molte altre ragioni le esecuzioni live di Blue Monday sono state quasi sempre sciagurate. Si salvano le più recenti quando in loro aiuto sono arrivati computer e software in grado di fare miracoli ma negli anni 80 c’era sempre qualcosa che andava storto. Inclusa la promozioe a Top of The Pops del 31 marzo 1983 durante la quale i New Order, contravvenendo alle regole di playback imposte dalla produzione del programma, insistettero per suonare Blue Monday dal vivo. Fu un disastro.
Ciò nonostante, come dicevo in apertura, è questo il 12” più venduto della storia del disco in vinile e sebbene il brano abbia moltissime delle caratteristiche tipiche delle sonorità dei Joy Division / New Order, fu in qualche maniera quello che permise al gruppo di trovare una collocazione ed una sonorità più consona alla formazione post Ian Curtis.
Ancora oggi è impossibile resistere al contagioso 4/4 di questo disco che, nonostante avesse caratteristiche incredibilmente avant-garde, e in un certo senso un po’ desuete (per esempio non c’è ritornello), rimane uno dei più amati e ballati ancora oggi.
In occasione del suo 25° anniversario, nel 2008, un certo Spencer Graham di Kettering in Gran Bretagna, si è preso la briga di raccogliere le fotografie dei proprietari della celebre prima edizione del disco per farne prima un sito internet (non più attivo) e poi una mostra e un’opera concettuale.
Apparentemente scomparsa dalla Rete, l’opera di Graham è stata un incredibile successo mondiale con migliaia di fan che inviavano autoscatti assieme alla propria copia di Blue Monday. Nemmeno io seppi sottrarmi alla tentazione e la foto che vedete qui è proprio quella che inviai per l’iniziativa.

.
[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=9Bul0dJVfFQ%5D