Etichetta: Cargo
Tracce: 11 – Durata: 55:08
Genere: Pop Rock
Voto: 4/10

Con tutto il rispetto, la comprensione e l’affetto che provo per John Lydon è davvero difficile pensare al nuovo disco dei suoi Public Image Ltd. come a quello di cui il mondo ha bisogno in questo momento. What The World Needs Now è  un disco noioso e senza mordente.
Nonostante i brani siano assemblati in modo vagamente efficace, si fa sentire velocemente e fortissima la voglia di interrompere l’ascolto. La speranza, che è dura a morire, di trovare i numeri migliori avanti in scaletta, ci fa pigiare in modo isterico su FFWD per trovare replicate in ogni traccia le stesse metodologie di confezione: c’è un riff, generalmente della chitarra (Lu Edmunds), sul quale si instaura una figura ritmica di stampo tradizionale e piuttosto lineare che consente alla voce del titolare di esprimersi con la sua consueta peculiarità, fatta di note (s)tirate, vibrati forzati e ripetizioni incessanti al servizio delle più trite invettive un tantino risapute. 

Vaghi omaggi (forse involontari) a Bowie (Betty Page) e perfino ai Bauhaus (C’est La Vie) non servono a sollevare le sorti di un disco sguarnito di ogni guizzo creativo, che riporta a galla un cadavere esangue in un mare di (auto)citazioni e grossolani eccessi.
Perché il rock, quando sceglie la via della comunicazione, deve avere una forza che non può arrivare da chi si aggrappa con determinazione a figure retoriche invecchiate più di noi. Non è questo il metodo: chi non è più giovane si sente in imbarazzo e chi invece lo è non ha certo voglia di seguire insegnamenti provenienti così marcatamente dal passato.
Nella canzone che da il titolo al disco, Lydon sostiene che quello di cui il mondo ha bisogno in questo momento e solo un altro vaffanculo. E questa volta, probabilmente, il mondo saprà rispondergli per le rime.

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