Etichetta: Mute
Tracce: 11 – Durata: 63:56
Genere: Pop
Voto: 8/10

Music Complete è il decimo album dei New Order sebbene a dividerlo dal precedente Waiting For The Sirens Call ci siano la bellezza di dieci anni. Un decennio passato tra tribolazioni, che hanno portato prima a un cambio di denominazione (Bad Lieutenant), poi all’uscita di formazione dello storico bassista Peter Hook e infine al ritorno, alle tastiere, di Gillian Gilbert.
Se i fan della prima ora hanno vissuto con molta preoccupazione la dipartita di Hook e delle sue distintive linee di basso, in seno alla band questa perdita è stata affrontata come una possibilità concreta di tentare nuove strade, rimanendo nell’ambito della sonorità elegantemente elettronica che da sempre li contraddistingue.
Il nuovo bassista (che è lo stesso dei Bad Lieutenant, Tom Chapman) avrà avuto sicuramente un bel da fare per imporre uno stile che non facesse rimpiangere quello del suo predecessore e diciamo che, a ben sentire, è proprio lui a dare carattere alla musica dei nuovi New Order. L’ossatura generale di Music Complete rimane al posto giusto, dalla voce di Bernard Sumner fino alle trame ritmiche sempre in bilico perfetto tra la più accattivante EDM e l’indie rock degli anni ’80 di cui sono stati gli inestimabili precursori. 
Ospitate vocali azzeccate (La Roux su Tutti FruttiPlastic, Brendan Flowers su Superhated, Iggy Pop su Stray Dog e perfino il nostrano Giacomo Cavagna nello spoken in italiano di Tutti Frutti) si adagiano su pezzi dalle caratteristiche piuttosto sorprendenti che onorano il nome della band di Salford e dimostrano quanto si possa ancora essere freschi nella proposta di una musica diretta quasi esclusivamente allo svago e alla danza.
Di passi falsi, stavolta, i New Order ne compiono davvero pochi. Aggiungono gli archi quando si rende necessario e compilano una sequenza di canzoni di grande linearità.
La produzione, affidata a Daniel Miller, è compatta ed elegante. Riesce a riportarci nel mondo dei New Order come forse nemmeno i New Order credevano di saper più fare. Brani come Academic e Nothing But a Fool, sono l’esempio lampante di quanto la musica della band sia senza tempo, rimandando direttamente alla loro classica metodologia compositiva senza appellarsi troppo ai ricordi.
L’attesa di tutto questo tempo è stata sicuramente la cosa migliore da fare per ridare alla creatività della band quella linfa vitale di cui aveva sofferto nel periodo immediatamente successivo alla reunion, ripresentandosi in grande stile con un’opera che racchiude un campionario esemplare di ciò che sanno fare meglio da sempre. Music Complete, sotto questo aspetto, diventa il loro disco più a fuoco dai tempi di Technique (del 1989).
Il numero finale (Superhated), affidato alla voce di Brendan Flower, oltre che essere una brillante gemma pop, racchiude anche un piccolo hint per filologi. Quando Flowers decise di formare i Killers, dichiarò di aver rubato il nome a quello della finta band che suonava nel video di Crystal, primo singolo di Get Ready che segnò lo storico rientro in scena dei New order nel 2001.
La copertina dell’album, minimale e direttamente ispirata all’opera di Piet Mondrian, porta la firma dello storico grafico di casa, Peter Saville. Assieme al resto del disco, anche questa non è che un’altra conferma di quando ai New Order tocchi di diritto l’ingresso nei grandi della musica pop. E un disco come questo, dopo trent’anni di attività per lo più iconica, riesce solo a chi è grande per davvero.

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