Etchetta: Warp
Tracce: 12 – Durata: 49:16
Genere: Math Rock
Voto: 7/10

Con qualche evidente passo di innovazione i Battles pubblicano il terzo album quattro anni distante da quel Gloss Drop che aveva deluso molti estimatori a causa della dipartita di un genietto come Tyondai Braxton. A ben guardare si trattò di una delusione solo affettiva dei fan di Braxton poiché il disco era riuscito piuttosto bene. 
Oggi, quando il lutto deve per forza aver completato la sua maturazione, suppongo sarà più facile per tutti accogliere il nuovo La Di Da Di soprattutto alla luce del fatto che si tratta di un lavoro molto compatto e denso di una sapiente originalità. 
I metodi sono quelli noti a tutti i seguaci del trio di New York che si basano sulla creazione di loop ritmici sui quali costruire sequenze melodiche precise e ripetitive. La bellezza dei pattern consiste principalmente nella loro esuberante organicità in grado di farli sembrare vivi, con le ripetizioni che deviano e si divincolano dal ritmo originario per creare strutture complesse e affascinanti.
Una sorta di condizione Free applicata al concetto quadrato della Techno che emerge immediatamente già nella traccia d’apertura (The Yabba) uscita anche in versione singolo col consueto florilegio di remix, capace di stabilire un compendio perfetto tra dance, rock, noise e perfino il prog di marca dei primi King Crimson. Il disco è molto sfaccettato e si presenta decisamente più a fuoco del capitolo precedente con perfino la sensibile volontà di fare qualcosa che suoni strano solo in apparenza, concedendo molto alla leggerezza, elargendo linee melodiche accattivanti in mezzo a turbamenti ritmici e a campionamenti ossessionanti.
Dopo l’uscita di Braxton i Battles hanno finalmente fatto anche la scelta di realizzare musica strumentale senza sentire nemmeno il bisogno di affidare le parti vocali a degli ospiti (come era successo con Gloss Dorp). La Di Da Di è completamente privo di liriche e il gruppo, oltre a mantenere una forma piuttosto autoctona, svolta verso un percorso che sembra quello più efficace e idoneo alla loro musica.
Qualche riempitivo poco efficace c’è (Cacio & Pepe e Tricentennial, per citarne due) ma nel complesso abbiamo un ritorno di grande onestà e verace qualità.

.
[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=bkhLzHuUYmo%5D