Etichetta: La Tempesta / Kowloon
Tracce: 10 – Durata: 38:50
Genere: Post Rock
Voto: 8/10

Gli Aucan si sono presi un po’ di anni (quattro quelli che sono passati da Black Rainbow) per affilare le lame e proporre un lavoro all’altezza delle aspettative rivolte a una band che è riuscita, senza tanti proclami o verdetti, a varcare i confini italiani. La loro musica, inizialmente ispirata da band come Battles e The Giraffes, ha consapevolmente virato verso le sonorità decisamente autografe che oggi arrivano orgogliosamente su Stelle Fisse.
I dieci pezzi del pacchetto sono il frutto della consapevole ricerca sonora del trio bresciano, volta a portare elementi nuovi e sperimentali all’interno del proprio percorso. Aver diviso il palco con nomi del calibro di Matmos, Black Heart Procession, Fuck Buttons, Chemical Brothers, Tricky e Rioki Ikeda ha dato loro modo di aprirsi ad orizzonti musicali nuovi e diversi, in grado di contemplare il Dubstep quanto la Minimal Techno ma anche il Math Rock e l’EDM.
Effetti elettronici applicati in diretta sulla voce, campioni bizzarri e sintetizzatori dal vago sapore New Wave sono elementi combinati in maniera superba per un prodotto che riesce a affiancarsi alle produzioni internazionali con estrema facilità.
La bellezza delle composizioni e (soprattutto) delle esecuzioni è quasi totalmente appannaggio dell’approccio “live” degli Aucan che, limitando quanto più possibile il ricorso alle automazioni e alle funzioni di quantizzazione, preferiscono un approccio più umano che immette le trame sonore di Stelle Fisse direttamente nella nostra circolazione sanguigna, scaldando e pulsando come organismi viventi.
Un disco prestigioso che appare rassicurante nel suo modo di esprimersi senza tracotanza né ingiustificata superbia e di cui dovremmo ricordarci quelle volte in cui qualcuno, in insistente esternazione esterofila, proverà a convincerci che in Italia non si produce niente di buono.

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http://www.juno.co.uk/products/aucan-stelle-fisse/588236-01/