Etichetta: Costello’s
Tracce: 7 – Durata: 25:07
Genere: Flower Pop
Voto: 7/10

Nati dalle ceneri dei Soul Killa Beatz, gli Amen! sono un’onesta band di musica Pop con le chitarre, di quelle che, muovendosi nell’ambito dell’indie, riescono a registrare dischi diretti e puri come l’EP Preghierine.
Con piacevoli riferimenti a formazioni come Velvet o Le Vibrazioni che nel decennio scorso potevano ambire a pubblicazioni major, gli aretini confezionano un breve (25 minuti) campionario di musica leggera-ma-intelligente dove i temi (delle liriche) si concentrano sui turbamenti generazionali ad ampio spettro. Non ci sono solo i disagi giovanili ma anche acute riflessioni sull’essere giovani in un periodo storico in cui il raggio di età della gioventù si allarga fino alle generazioni “anta” creando confusione di identità e di riconoscibilità.
Amen! cercano le parole, e le cercano “nelle belle canzoni, quelle di una volta”, convinti di poter scoprire qualcosa di buono soprattutto tra le gesta delle generazioni passate, come fossero disillusi dal popolo dei coetanei. Con la musica si adeguano e confezionano brani di stampo pop-rock piuttosto lineari, con pochi guizzi di modernità, quasi a voler dare una connotazione classica alla forma della propria scrittura. 
Il risultato è un po’ (forse intenzionalmente) disorientante ma gradevole a causa di un’intenzione che appare significativamente nobile nel recupero di una libertà di espressione che purtroppo si trova sempre meno nella canzone italiana di oggi.
Da dire c’è che la band riesce meglio quando non cerca di addentrarsi in territori poco inclini ad una linea che, per il resto, appare piuttosto a fuoco. Gli inserti Rap, per esempio, mancano del mordente necessario a quel linguaggio, apparendo vagamente naif. Quando invece si lasciano andare alla canzone più palesemente tale, tutto funziona meglio con anche qualche deliziosa chicca di arrangiamento come la bella intro di tromba su Marinai o l’irrestibile riff Funk della chitarra di Umori.
La strada è quella giusta per ambire a qualche palco un po’ più luccicante di quelli polverosi dei piccoli club di provincia. E sono certo che qualcuno prima o poi se ne accorgerà.

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