Etichetta: Capitol
Tracce: 5 – Durata: 18:48
Genere: Folk Rock
Voto: 7/10

A integrazione dell’ottimo What a Terrible World, What a Beautiful World, uscito all’inizio dell’anno, The Decemberists pubblicano questo delizioso EP con cinque canzoni inedite scaturite durante le session dell’album e rimaste fuori per ragioni di spazio. Florasongs è un piccolo disco che ben si posiziona nello scaffale a fianco del suo predecessore di lunga durata, aggiungendo un valore di rifinitura ad un album che – tocca dirlo – era già perfetto così com’era.
Ma, in virtù del fatto che si tratta di un disco senza rimasticamenti o grossolani riempitivi, bensì di un EP perfettamente assimilabile come opera autonoma, merita di essere preso in considerazione come fosse un progetto del tutto estraneo a quello di origine.
A salvarlo basterebbero le divagazioni Country di Why Would I Now, una canzone di squisita eleganza che mostra la band di Portland nel compito di imporre una personalissima via al Folk Rock a stelle e strisce. E poco importa se nel pacchetto sono comprese anche un paio di canzoni meno (come dire) importanti perché è sufficiente quel gioiellino che è The Harrowed and The Haunted per metterci l’animo in pace e desiderare questo disco. 
Il bello è che The Decemberists sono riusciti, con quelli che a tutti gli effetti vengono spacciati come “scarti”, a confezionare un lavoro coeso e intelligente, con un filo conduttore e una linea produttiva di tutto rispetto. Le atmosfere sono quelle, care al gruppo, che ci riportano ai piccoli locali fumosi della tradizione americana, dove le band sudano freddo nel tentativo di attirare l’attenzione di un pubblico difficile, riuscendoci colpendo ogni individuo direttamente al cuore, con ballate da cowboy tristi (Riverswim) utilizzando un linguaggio da college rock che fa venire una grande nostalgia dei primi dischi degli R.E.M.
I testi parlano di sentimenti ma scorrono con precisione anche tematiche meno interiori, riportando alla memoria momenti feroci della storia recente come quello della guerra fredda tra USA e URSS (Fist & Starts) su una trama da Indie Rock anni ’90 con un “tiro” che riporta davvero agli R.E.M. del periodo IRS.
Un bel compendio al disco rilasciato ad inizio anno che riesce a portare i Decemberists ancora in tour. E speriamo che prima o poi arrivino anche in Italia.

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