Artista: Wendy Carlos
Etichetta: CBS/Columbia
Anno: 1968

L’importanza di Switched-on Bach è piuttosto innegabile. Si tratta di un disco fondamentale per il percorso della musica moderna, della ricerca musicale, dell’avanguardia e della trascrizione dei classici.
Ciò nonostante non si può dire che sia un buon disco, tutt’altro: ai fini auditivi risulta ai limiti dell’accettabile e all’epoca della sua pubblicazione ci fu qualche purista che urlò allo scandalo.
Allo stesso modo bisogna riconoscerne il merito storico oltre che l’intenzione tutt’altro che commerciale (né ancor meno filologica dell’opera di Bach) di un’operazione che verteva principalmente alla presentazione di uno strumento musicale all’avanguardia.
A sdoganare ufficialmente
Wendy Carlos fu Stanley Kubrick che proprio dopo aver ascoltato Switched-on Bach, le commissionò alcune riscritture di musiche di Beethoven per la colonna sonora di Arancia Meccanica.
Ma facciamo un passo indietro: la fortuna di Wendy Carlos e di questo album è da collegare direttamente alla nascita del celebre modulo 900, un sintetizzatore monofonico realizzato dall’ingegner Robert Moog (da cui prende il nome), per il lancio del quale le venne commissionata una serie di dischi che ne dimostrassero la presunta versatilità. 
Dopo un paio di album più strettamente dimostrativi nacque l’idea di rendere l’operazione più gradevole trascrivendo per modulo 900 alcune tra le più celebri pagine di Johan Sebastian Bach. Wendy chiamò a collaborare il musicista Benjamin Folkman ed assieme riuscirono in modo talmente brillante da creare un autentico precedente per una serie infinita di album realizzati con il moog.
Switched-on Bach, nonostante la sua evidente estraneità ai canoni storici, è universalmente considerato come uno degli album di musica classica più venduti della storia (un record che fino alla sua uscita era detenuto dal Concerto per Piano n°1 di Tchaikovsky registrato nel 1958 da Van Cliburn).
S-oB, come più familiarmente viene chiamato dai suoi estimatori, venne registrato nel 1968 su un artigianale multitraccia ad otto piste (costruito da Wendy stessa con componenti Ampex) e servirono numerose sovraincisioni per permettere al moog di sintetizzare, di volta in volta, la voce migliore per ogni singola parte.
A lavorare a questa lenta e difficilissima operazione di montaggio furono in prima persona Carlos e Folkman con il prezioso contributo di Rachel Elkin, che nelle note di copertina appare come producer.
Come è facile immaginare (e come all’epoca era anche facile prevedere), l’uscita di S-oB provocò ogni tipo di reazione: alcuni critici lo massacrarono come il peggiore svilimento dell’opera di uno dei più venerati compositori di tutti i tempi mentre altri si dimostrarono affascinati dall’innovazione e dal virtuosismo delle esecuzioni moderne.
Critiche così forti, ovviamente finirono per incuriosire il pubblico che portò l’album in classifica con circa 500mila copie vendute in poche settimane.
Improvvisamente tutte le case discografiche richiedevano dischi di moog e la casa di produzione del modulo 900 venne sommersa di richieste da parte di tutti gli studi di registrazione che ne volevano un esemplare da utilizzare per i dischi nuovi.
Tra le tracce dell’album, in mezzo al Concerto Brandeburghese N°3 appare anche un movimento chiamato Adagio che in realtà non fa parte dell’opera originale di Bach. Si tratta di un brano originale, firmato Carlos e Folkman, che tenta di emulare i pentagrammi del maestro di riferimento.
Una libertà che mandò su tutte le furie anche coloro che inizialmente si erano dimostrati incuriositi dall’operazione elettronica.
I cultori della musica elettronica, gli appassionati di suono microtonale e di strumenti sintetici a tastiera, continuano a riservare un grande affetto per l’opera di Wendy Carlos ed in particolare per questo specifico album diventato a sua volta un classico in grado di riuscire a dividere di nuovo il pubblico quando, Nel 1993 per il 25° anniversario, Carlos pubblicò Switched on Bach 2000. Contrariamente a quanto si pensò inizialmente, non era una riedizione rimasterizzata dell’album originale ma un remake realizzato con le tecniche avanzate degli anni 90, inclusa la registrazione su 32 piste digitali.
la scaletta, pressoché identica a quelle del disco del 1968 (con l’aggiunta della Toccata e Fuga in Re Minore e di una composizione originale), riuscì ad aggiungere a quelle che i puristi riservarono all’album originale anche le critiche di disapprovazione dei sostenitori del primo S-oB.
Il disco originale, in forma rimasterizzata per il Compact Disc, è ancora regolarmente in catalogo e gode tutt’oggi di un buon numero di vendite.
L’originale in vinile, come dicevamo, ebbe un successo inaspettato e questo lo rende particolarmente diffuso nei mercatini dell’usato dove si riescono a trovare copie anche a prezzi bassi.
Se lo trovate, tra l’altro, c’è la possibilità che vi capiti una delle copie in cui l’artista appare in copertina con il nome originale Walter. Fu solo in seguito all’operazione avvenuta nel 1972 che la fece diventare donna anche per la legge, che Carlos ottenne di modificare il nome in Wendy anche nelle ristampe dei suoi album. Ma nel 1972 il boom del moog era in fase calante e le copie con le nuove generalità finirono per essere molte meno di quelle della prima fortunata tiratura allineandone, così, il valore commerciale per i collezionisti.

Le due versioni della copertina (clicca per ingrandire)