Etichetta: Columbia
Tracce: 9 – Durata: 38:37
Genere: Alt-Pop, Elettronica
Voto: 7/10

La cosa che riesce meglio a Dave Gahan è cantare. Detta così, considerando che si tratta di una delle voci più rappresentative degli ultimi quattro decenni, potrebbe sembrare una sciocchezza o una banalità. Eppure abbiamo sempre dovuto considerare che quando il cantante dei Depeche Mode s’è cimentato in operazioni solitarie, ha sempre sofferto un po’ di “solitudine” come se gli mancasse l’ossigeno necessario.
Con il suo gruppo storico c’è un affiatamento impercettibile nei suoi due dischi solisti, quasi come se avesse bisogno della complicità di una band con cui suddividere i compiti, concedendosi maggior tempo per realizzare linee vocali e versi degni del suo nome.
Deve essere per questo che la collaborazione coi Soulsavers inaugurata nel 2012 con The Light The Dead See si ripropone in grande stile per un secondo capitolo che si manifesta come un validissimo lavoro alt-pop, con linee melodiche di ampio respiro, perfette per la vocalità di Gahan.
Angels & Ghosts è un album che gli consente di misurarsi con un genere che, pur restando nelle sue corde, amplia il suo raggio di azione verso guizzi vagamente bluesy con derive anche nel coro Gospel. A tenergli testa, Soulsavers che lavorano per alterare l’elettronica facendola sudare sangue, umanizzandone le sintesi e scoprendo l’anima per una trama melodica d’altri tempi. 
È musica pop adulta, che svicola i trabocchetti imposti dalle tendenze, per concentrarsi sul lato oscuro dell’anima di Gahan che impone la sua inconfondibile timbrica tra le invenzioni di arrangiamento e di scrittura.
Se c’è un lato debole, in Angels & Ghosts, è di non aver potuto godere di un maggior tempo nella sua fase creativa, gli impegni individuali delle due compagini sono evidenti in un paio di brani vagamente sotto il livello generale, necessari a portare l’album a una durata che fosse commercialmente accettabile. Va detto, però, che quando le cose funzionano, lo fanno in modo talmente convincente da farci dimenticare qualche vaga débâcle.
The Last Time, Tempted e All of This And Nothing (niente a che vedere con l’omonimo pezzo dei Psychedelic Furs) sono talmente a fuoco da annullare qualsiasi tentennamento.

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