Se qualche volta vi siete chiesti da dove arriva il logo identificativo del movimento Mod, probabilmente siete arrivati alla voce “Royal Air Force”. Preso di sana pianta dal logo dell’Aeronautica militare britannica, in effetti, il bersaglio bianco, rosso e blu adottato dal movimento Mod arriva dalla precisa scelta di declinare all’inglese i capi di abbigliamento italiani e francesi scelti dai giovani Mod degli anni ’60.
Paul Jobling e David Crowley, nel loro inestimabile studio sul Graphic Design, definiscono i Mod come “fashion-obsessed with hedonistic cult of the hyper-cool” (ossessionati dalla moda con un edonistico culto per l’eleganza estrema).
A causa della crescita economica del dopoguerra, i giovani britannici dei primi anni ’60 furono tra le prime generazioni a non dover contribuire, con lavoretti da svolgere dopo la scuola, al mantenimento delle proprie famiglie. Così, come fanno molti ragazzi di oggi, iniziarono  a utilizzare i soldi guadagnati per comprare abiti alla moda, generando l’apertura di centinaia di nuovi negozi di abbigliamento e boutique specificatamente orientati ai giovani. Carnaby Street e King’s Road a Londra divennero presto il quartier generale dei negozi più aggiornati dove era possibile acquistare i capi più trendy ma anche rifarsi l’acconciatura o acquistare i dischi del momento.
Questo tipo di cultura divenne anche oggetto delle cronache. Quotidianamente i Tabloid riportavano notizie sulla mania dei teen-agers per l’eleganza, corredandole dei prezzi esorbitanti esposti in vetrina, spesso esagerando ed inserendo notizie (probabilmente fasulle ma verosimili) di giovani che digiunavano per settimane pur di acquistare un determinato capo di abbigliamento.
A differenza dei ragazzi appartenenti alla Working Class, che sfogavano nella moda e nella musica lo stress causato dalla monotonia della vita quotidiana e del lavoro, i Mod erano consumatori tutt’altro che passivi: erano critici e auto-consapevoli al punto da sentire presto l’esigenza di adottare simboli e marchi distintivi. Così l’orgoglio nazionale, unito al gusto per la Pop Art, portarono sui loro abiti le effigi della bandiera britannica e del “bersaglio” della Royal Air Force.
Quest’ultimo aveva una linea talmente elegante da adattarsi alla perfezione alle situazioni più disparate. I Mod, che si contrapponevano allo stile retrò dei Rockers (ispirati alla cultura Rockabilly americana degli anni ’50), adottarono il rounder della RAF su abiti di Pierre Cardin e su adesivi applicati su Vespe e Lambrette oltre che sulla grancassa e sulle chitarre di gruppi musicali come The Who, Small Faces, The Creation e The Kinks, rendendolo ufficialmente (e senza iniziale strategia di marketing) il marchio distintivo che, ancora oggi quando se ne parla quasi solo in termini di revival, caratterizza i Mod.

Advertisements