Etichetta: Sub Pop
Tracce: 9 – Durata: 40:40
Genere: Dream Pop
Voto: 8/10

A soli pochi mesi di distanza dal precedente album (Depression Cherry) i Beach House portano nei negozi un disco nuovo tanto inatteso quanto delizioso. Thank Your Lucky Stars si differenzia dal suo fratello più anziano per pochi significativi elementi. Intanto bisogna dire che le diciotto canzoni che completano i due album sono nate contemporaneamente; poi, sopraffatti da questo eccesso di creatività, Victoria e Alex hanno voluto operare una singolare cernita per ottenere da Depression Cherry quel lavoro coeso e lineare, che abbiamo ascoltato nei mesi scorsi, dove ogni brano sembra collocato nel posto giusto e dove, a ben sentire, era difficile collocare le nove canzoni di questo compendio. Canzoni che sono, sì, altrettanto belle ma più orientate a una dimensione pop, quasi inconsapevolmente contrapponibili a quelle più intense e sperimentali del precedente.
In un guizzo di originalità, poi, hanno rilasciato il primo in estate e il secondo in autunno quando sarebbe stato più lecito aspettarsi il contrario. Ma noi, di questo progetto siamo rimasti all’oscuro fino a pochi giorni fa quando le voci che erano iniziate a girare si sono dimostrate attendibili. Difficile, quindi, fare congetture sulle reali ragioni che lo hanno fatto uscire. Di fatto Thank Your Lucky Stars è uscito e noi ce lo godiamo. 

Le canzoni, stavolta, sono più dirette, meno introspettive ma tutte magnificamente in parte.
Ai Beach House deve essere sembrato uno spreco lasciarle in disparte ad uso di sparuti B-Side o dispersive pubblicazioni on-line e, siccome sarebbe stato un po’ pretenzioso lasciarle aspettare ancora un po’ per poi pubblicarle con la giusta distanza dal precedente, godendo di una nuova campagna promozionale, è maturata la decisione di farle nascere ora, come completamento a un lavoro già di per sé eccellente.

Con una mossa da manuale, che li ascrive definitivamente nell’elenco delle cult band più interessanti del momento, i Beach House consegnano una brillante collezione di canzoni gustosamente autografe e se stavolta ci sono un paio di numeri meno convincenti, data l’origine del progetto, non ci sarà nessuno che potrà lamentarsene. 
Nove canzoni pronte per entrare nel nostro cuore e da imparare a memoria, da farsi venire in mente quando la giornata sembra prendere una brutta piega, certi che canticchiare il ritornello di Majorette, The Traveller o All Your Yeahs riporterà la pace nell’anima.
Arrangiamenti discreti, un po’ New Wave un po’ Folk, con suoni elettronici in perfetta armonia con chitarre e percussioni, consentono alla voce di Victoria Legrand di esprimersi nella sua proverbiale dolcezza, mai mesta e sempre in grado di puntare gli accenti con grande inventiva, conducendo le canzoni verso l’indomabile pacatezza del mondo distintivo della band.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=UYKytdfQ8yo%5D