Etichetta: We Were Never Being Boring
Tracce: 4 -Durata 19:41
Genere: Psichedelia, Pop Rock
Voto: 6/10

Brani cantati in inglese, credits in copertina tutti in lingua britannica, testi delle canzoni ambientate a Los Angeles su temi che vanno dall’emarginazione razziale ai disagi dei giovani nel mondo, suonano come una esplicita dichiarazione dei torinesi The Yellow Traffic Light di eludere il panorama indie italiano per riconoscersi in una scena internazionale più incline al proprio modo di esprimersi.
To Fade at Dusk è il loro secondo lavoro e concentra, in solo quattro tracce, un perfetto compendio dell’esordio (Dreamless) del 2014.
Musicalmente si rivolgono ai seguaci della musica psichedelica con opzioni per tutti i gusti: ispirazioni americane (The Electric Prunes, The Standells, Blues Magoos, Love, The Doors ecc…) qualcosa di origine più britannica (tra The Beatles e Pink Floyd incrociando la scena di Canterbury) fino alle derive revivalistiche che riportarono quell’attitudine di nuovo in voga ai giorni nostri (The Vaccines, DIIV ecc…) passando per gli anni ’80 e ’90 di The Jesus & Mary Chain, Mercury Rev, My Bloody Valentine e compagnia bella.

Chi ama il genere sarà sicuramente soddisfatto di questo prelibato piatto di quattro portate. I ragazzi di Torino dimostrano di avere il polso fermo e di conoscere a menadito la materia messa in scena con abile destrezza tecnica. Purtroppo iniziative, pur brillanti, come questa (unitamente alle qualità tecniche di musicisti così validi) rischiano di rimanere un po’ sotterranee a causa di un concentrato troppo elevato di muse ispiratrici.
Quando TYTL riusciranno a liberarsi di una passione tanto obnubilante, avranno finalmente la possibilità di esprimersi con un linguaggio personale che ne metta in luce le capacità senza nasconderle dietro alla riproposizione di moduli tanto connotati. E in quel momento, suppongo, molte altre giovani band saranno costrette a fare i conti con qualcuno che ci sa fare per davvero. Per il momento accontentiamoci di questo breve e delizioso omaggio Shoegaze e dei concerti che, se mantengono le promesse fatte su disco, manderanno in brodo di giuggiole molti fan di questo genere.

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