howls_holding2Etichetta: Sherpa Records
Tracce: 4 – Durata: 19:18
Genere: New-Folk
Voto: 8/10

Diciamo subito che Steve Howls (all’anagrafe Stefano Laruccia) ha una bellissima visione musicale. Nel senso che, pur esprimendosi nell’ambito della musica acustica, vagamente Folk ed intrisa di riferimenti tipici del genere (Da Nick Drake a Robert Wyatt), non si accontenta di suonare una chitarra acustica e di cantare: sente sempre l’esigenza di inventare qualcosa di nuovo; e tutti capiscono quanto l’impresa sia difficile in un ambito così “ristretto”. Nel suo EP Holding Back my Days, realizzato al rientro in Italia dopo un lungo soggiorno nella scena artistica di Copenhagen, c’è molta sperimentazione, molto rischio e una spiccata vena creativa. 
Realizzato quasi interamente in solitudine da Howls, con un significativo apporto alle percussioni di Loris Giroletti, il disco è un bell’esempio di lavorazione dove le quattro canzoni, tutte già perfettamente in parte nella esile esecuzione chitarra-voce, si arricchiscono di sonorità psichedeliche, tra effetti elettronici, cambi di tempo, delay imbizzarriti e filtri efficacissimi. 
I testi, pubblicati nel booklet, sono molto poetici e si concentrano sul concetto del tempo e del suo inesorabile scorrere proponendo costruzioni azzardate applicate a strutture piuttosto classiche.
Forse, per il tipo di musica proposta, sarebbe maggiormente efficace un lavoro più lungo, un album, che consenta di entrare meglio in un immaginario così ben congegnato. Ma, si sa, al giorno d’oggi è difficile trovare il tempo per dedicarsi all’ascolto di un intero LP, così la scelta è caduta su un quadrifoglio che risulta efficacemente esplicativo, senza togliere nulla all’aspetto poetico e di ricerca. 
Un disco da ascoltare ad occhi chiusi, una due, tre volte e poi di nuovo.

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[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=4xug6kILzWI%5D

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