rawlikesushia2Artista: Neneh Cherry
Etichetta: Virgin
Anno: 1989

L’album di debutto di Neneh Cherry è un piccolo caposaldo della musica popolare del XX secolo tanto che, riascoltato oggi, mantiene tutta la sua carica innovativa apparendo in molti punti ancora attuale nei suoni e nello sviluppo compositivo.
Sebbene attribuito alla sola Cherry, Raw Like Sushi è in realtà il lavoro di un formidabile team. Da un lato un gruppo di brillanti produttori all’avanguardia (Da Tim Simenon, AKA Bomb The Bass, paladino della House Music londinese a Mark Saunders, passando per Cameron “Booga Bear” McVey fino al compianto Johnny Dollar) e dall’altro un parterre di musicisti che, nel giro di qualche anno sarebbero diventati le punte di diamante della musica popolare britannica. Su tutti Robert “3D” Del Naja e Mushroom, che presto avrebbero dato vita ai Massive Attack, Nellee Hooper e Phil Chill.
Ad aprire le danze e farci conoscere Neneh Cherry fu il singolo Buffalo Stance che uscì qualche settimana prima dell’album per arrivare ai vertici delle classifiche di tutto il mondo. In realtà non si trattava di un brano inedito: una versione embrionale era uscita nel 1986 come B-Side di un 45giri del suo Morgan-McVey con il titolo Looking Good Diving with the Wild Bunch che, con il featuring proprio di Neneh Cherry, si configura come il suo battesimo discografico.  Metà di quel duo, Cameron McVey, sarebbe diventato qualche anno dopo il marito di Neneh nonché suo principale collaboratore e fu sua l’idea di sviluppare attorno a quella vecchia B-Side un brano dalle caratteristiche Hip-Hop particolarmente in voga alle fine degli anni ’80. La capacità di abbinare il suono del Rap americano con quello dell’elettronica inglese, creò una via musicale particolarmente nuova, che abbinava il gusto ballabile della House Music con l’aggressività espressiva del Rap nero americano.
La voce di Cherry si rivelò presto una piccola miniera d’oro per il team produttivo che poté sbizzarrirsi nella ricerca di sonorità innovative e sperimentali, certo di poter contare su un apparato vocale straordinariamente versatile. Il Rhythm & Blues riusciva a convivere con la Disco, il Rap si macchiava di elettronica, Le chitarre graffianti del Rock si mescolavano al basso martellante del Funk per una giostra di ispirazioni e di studi che avrebbero cambiato più o meno radicalmente l’intero apparato della musica pop inglese. Raw Like Sushi sarebbe stato riconosciuto negli anni come il capostipite della scena Trip Hop della Bristol anni ’90. Musicisti come Tricky, Portishead e DJ Shadow non hanno mai negato di avere trovato in questo disco la principale musa ispiratrice per la propria musica.
Dopo la sua pubblicazione, l’album generò ben altri quattro singoli da Top 10: Manchild, Kisses on The Wind, Heart e Inna City Mama garantendo alla sua autrice l’ingresso in pianta stabile nel firmamento dei grandi della musica moderna.
A Raw Like Sushi, Cherry fece seguire altri due album di grande successo (Homebrew e Man) per poi ritirarsi a vita privata fino al 2006, quando è tornata in seno alla band CirKus creata assieme al marito. Dopo un album realizzato nel 2012 con il trio avant-jazz The Thing, nel 2014 ha ripreso in mano la sua carriera solista pubblicando Blank Project, il primo album a suo nome a tredici anni da Man.

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