mellotron2bUsato per la prima volta in un disco nel 1965, da Graham Bond per l’album The Sound of ’65, il Mellotron è uno strumento a tastiera piuttosto complesso che può essere considerato come l’antesignano del campionatore. 
Il Mellotron non ha una voce propria ma riproduce quelle di strumenti musicali tipici dell’orchestra sinfonica come archi e fiati oppure quello della voce umana. 
Tecnologicamente agisce su una serie di anelli di nastro magnetico sui quali sono registrati suoni incisi dal vero e, attraverso l’azione sulla tastiera, si attiva una testina magnetica che ne riproduce il suono adattandolo alla tonalità richiesta. Ogni anello preinciso contiene un “campione” di 8 secondi terminati i quali, per proseguire con l’emissione del suono, bisogna alzare e rimettere la mano sulla tastiera. In quella frazione di secondo una molla riavvolge il nastro riposizionandolo al punto di partenza.
I primi modelli potevano riprodurre solo un suono per volta, quello corrispondente ai nastri installati, ma piuttosto velocemente fu creato un sistema di cartucce grazie al quale si potevano montare diversi gruppi di nastri. L’ultima versione, del 1981, includeva un blocco rotante col quale era possibile selezionare quattro diverse sezioni di anelli (loop) attraverso una rotella sullo strumento. 
A causa della sua sonorità pomposa, lo strumento fu ampiamente utilizzato nelle registrazioni di Rock Progressivo degli anni ’70 tra cui sicuramente Genesis e King Crimson (in Italia, tra gli altri, Le Orme, PFM, Osanna e Matia Bazar) anche se, solitamente, per illustrarne le potenzialità, viene portata ad esempio la famosa introduzione di Strawberry Fields Forever di The Beatles, nella quale Paul McCartney lo utilizza selezionando il nastro dei flauti. 
La maggiore difficoltà nell’assemblaggio del Mellotron era dovuta alla cura necessaria nella creazione degli anelli di nastro che dovevano avere lunghezze identiche tra loro. Quelli che si rompevano potevano essere sostituiti ordinandoli alla casa madre che li produceva utilizzando i sample originali gelosamente conservati. La loro sostituzione, però, era affidata a tecnici specializzati perché dopo il lavoro diventava necessario operare una calibrazione funzionale a mantenerne l’intonazione.
Nonostante la produzione del modello originario sia terminata nel 1981, molti gruppi (soprattutto quelli che si rifanno alla corrente del Prog) lo hanno utilizzato nei propri dischi anche negli anni seguenti, al punto da ritornare prepotentemente di moda a partire dagli anni ’90 anche grazie a band mainstream come The Smashing Pumpkins, Red Hot Chili Peppers, Oasis, Muse e i nostri Verdena.
Nel 2009 è stato messo in produzione il modello M4000D, ovvero un Mellotron digitale con tutte le registrazioni dei nastri originali ma senza la limitazione di durata massima di 8 secondi.
Le sonorità dello storico strumento analogico sono oggi tutte disponibili come plugin VST, molto utilizzate con le piattaforme di registrazione digitale.

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