madeinjapan2Artista: Deep Purple
Etichetta: Purple
Anno: 1972

Non è molto chiara la data di pubblicazione di Made in Japan. Secondo il sito dei Deep Purple è del gennaio 1973, secondo Wikipedia uscì nel dicembre dell’anno precedente, con l’arrivo in USA solo nell’aprile ’73. Di fatto si tratta di un caso clamoroso in materia di discografia pop perché fu il primo live-album (un doppio LP!) a raggiungere le alte posizioni nelle classifiche di vendita. Fino a quel momento i dischi dal vivo avevano un pubblico poco più che di appassionati e collezionisti ma Made in Japan arrivò, quasi per caso, a sovvertire questa regola. Quasi per caso, perché in realtà la sua programmazione fu piuttosto burrascosa, dal momento che la casa discografica non credeva potesse riscuotere molto interesse.
I Deep Purple lo registrarono durante la tournée in Giappone nell’estate del 1972, più o meno all’indomani della decisione di rendere il sound più duro e crudo, trasformando la band nella cosiddetta Mark II (con Ian GillanRoger Glover) dando voce all’intenzione di trasformarsi in qualcosa di massicciamente hard per avvicinarsi, a quanto raccontano le cronache, al sound violento dei Led Zeppelin.
Il giro in Giappone faceva parte del tour mondiale a supporto di Machine Head, l’album registrato a Montreux all’interno del camion/studio mobile di The Rolling Stones e che li consacrò definitivamente nel firmamento del Rock.
Buona parte del successo di Machine Head era sicuramente dovuto a Smoke on The Water, brano icona della loro carriera, nato per narrare l’episodio durante il quale pese fuoco il Casino di Montreux mentre si esibivano Frank Zappa & The Mothers of Invention. Con un successo come quello, i Deep Purple avevano iniziato a sostenere concerti sempre più potenti e quelli tenuti a Osaka e Tokyo vennero registrati per essere utilizzati per alcune trasmissioni radiofoniche e per ascolti privati. Quando però si trovarono a riascoltare i nastri, furono sbalorditi dalla qualità delle performace e insistettero per realizzare una pubblicazione discografica ufficiale. Come già detto, inizialmente la casa madre (EMI) cercò di dissuaderli: i dischi dal vivo erano solo dei feticci per fan e i doppi LP avevano costi raddoppiati. Due ragioni apparentemente sufficienti per opporsi a una decisione così formalmente scellerata.

madeinjapanme2A convincerli, seppur con fatica, fu il diffondersi piuttosto dilagante di una registrazione Bootleg (di un concerto registrato illegalmente in Germania) intitolato H Bomb per fermare la diffusione del quale, la casa discografica pensò che, tutto sommato, non sarebbe stato male offrire al pubblico delle registrazioni professionali. Così commissionarono al gruppo una cernita delle registrazioni giapponesi, allo scopo di pubblicarne alcune in un album.
Nonostante la band fosse eccitata dalla notizia, solo Ian Paice e Roger Glover si dimostrarono interessati alla confezione. Gli altri membri della band sentitono il lavoro finito solo dopo che l’album venne rilasciato.
Data la formula (secondo la EMI) poco interessante del disco dal vivo, si raggiunse un accordo affinché il doppio album fosse messo in commercio al prezzo di un album singolo (3.10 sterline dell’epoca). Pochi sanno che la produzione fu fatta in estrema economia, al punto che anche l’iconica copertina fu realizzata in casa dallo stesso Roger Glover, anziché essere affidata a uno studio grafico, così come la EMI era solita fare in quel periodo.
Il successo fu pressoché immediato: a una settimana dall’uscita raggiunse la posizione numero 16 della classifica inglese. La stessa cosa avvenne in USA qualche mese più tardi. La Warner Bros, che pubblicava i Purple oltre oceano, ritardò l’uscita di Made in Japan perché s’erano intestarditi di voler pubblicare prima il nuovo album in studio (che sarebbe stato Who do we Think we Are?) ma le copie del doppio Live, arrivate d’importazione dalla Gran Bretagna, si diffusero talmente rapidamente che dovettero capitolare. Non solo: congiuntamente all’album la Warner fece uscire anche il 45giri con la versione dal vivo di Smoke on The Water (con la versione in studio sul lato B) che conquistò il numero 4 della classifica di Billboard. In Europa e UK il singolo promozionale (all’epoca era d’obbligo) fu invece stampato con Woman From Tokyo nel lato A e Black Night sul lato B. Nonostante la ghiotta offerta di quest’ultima (registrata sempre in Giappone ma rimasta fuori dalla scaletta dell’album) il singolo non andò altrettanto bene del suo fratellino americano, tanto che anche in UK si pensò di stampare una edizione britannica del singolo Smoke on The Water, identico a quella USA.
Nonostante ci sia chi giura e spergiura di averlo visto, non esiste nessun filmato dei concerti giapponesi da cui Made in Japan è stato tratto. Un DVD (venduto prima in allegato alla edizione speciale del disco per il 40° anniversario e poi messo in commercio separatamente con titolo e copertina identici a quelli dell’album) contiene in realtà un documentario nel quale i membri della band parlano della nascita della Mark II. Le immagini dal vivo che si vendono nel DVD sono effettivamente dello stesso periodo, quindi molto simili alle performance del disco, ma sono riprese durante i concerti di Montreux del 1972  e alla Hoftsra University nel  1973.
Definito come uno dei dischi più onesti della storia del Rock, proprio a causa del fatto che conteneva registrazioni dal vivo senza nessuna sovraincisione o artificio applicato in fase di post produzione, Made in Japan è ancora oggi un album molto apprezzato sia dagli appassionati che da molti musicisti che lo portano spesso come termine di paragone inarrivabile.
L’edizione rimasterizzata per la prima versione in Compact Disc (EMI CDPP 039 – 1998) contiene solamente tre canzoni in più rispetto all’originale in vinile: Black Night (già pubblicata sul 45giri di Woman From Tokyo), Speed King e la cover di Lucille di Little Richard.
Con queste aggiunte, videro la luce tutte le canzoni che la band suonava in concerto durante quella tournée, a loro volta apparse in vari formati, riedizioni e rimaneggiamenti nel corso degli anni.