uross_ovunque2Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 12 – Durata: 47:10
Genere: Cantautori, Pop Rock
Voto: 5/10

Uross, all’anagrafe Giuseppe Giannuzzi, è un cantautore pugliese che sembra privilegiare le cose da dire sul modo in cui dirle.
Le 12 canzoni di Ovunque è la bellezza che non vedi si attestano più o meno tutte su uno stile cantautorale di impronta Rock con evidente riverenza nei confronti dei classici della musica italiana, come dimostra la ripresa di Ciao Amore Ciao di Luigi Tenco (nonostante l’arbitrio di una nuova linea melodica), che hanno un sincero metodo espositivo a cui, senza cercare di sorprendere, cerca di applicare un modello nel marasma piuttosto sviluppato della canzone d’autore.
Uross è, a ben sentire, un musicista di grandi speranze, capace di assemblare testi di svariate ispirazioni, comprese alcune prese di posizioni “sociali” mescolate in modo anche interessante ai movimenti tellurici dei sentimenti . Tra le sue influenze c’è sicuramente il primo Vasco Rossi, dal quale mutua un gusto inequivocabile per il rock americano e non mancano nemmeno quelle legate alla tradizione cantautorale italiana di marca (con Rino Gaetano e Gianluca Grignani sempre vagamente dietro le quinte) e con un notevole sforzo esecutivo affidato a musicisti molto capaci e con una formazione ricca di strumenti (chitarre, tastiere, fiati, glockenspiel ecc…). 
Volendola chiamare “caratteristica”, è inevitabile soffermarsi sull’intonazione, a dir poco approssimativa, delle prove vocali di Uross. Le sue interpretazioni sembrano sempre sull’orlo del tracollo e, se per alcuni interpreti questo tratto distintivo si configura come un elemento di valore (penso a Lou Reed, a Vasco Brondi o anche a Lindo Ferretti), in questo caso l’effetto è un tantino invalidante, arrecando una sensazione di disturbo che è difficile immaginare nella scala dell’intenzionalità.
Se fosse applicata a dei canoni vagamente “sperimentali” non sarebbe male ma le canzoni di questo disco hanno ambizioni più sinceramente tradizionali tradite, però, dalla prepotente assenza di una guida confortevole che superi quella sensazione costante di incompiutezza. Eppure la stoffa ci sarebbe, dietro a questi arrangiamenti ricercati è sempre percettibile una plausibile via: se Giuseppe riuscisse ad affidarsi a un buon team produttivo, potrebbe trovarne una per esprimere una poesia che per ora arriva solo nelle retrovie.  

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