klingklang2Il Kling Klang (o anche Klingklang) non è semplicemente lo studio di registrazione privato dei Kraftwerk ma anche il quartier generale della band, compresi gli uffici amministrativi, i laboratori e la segreteria che gestisce l’intera attività aziendale.
Lo studio, il cui nome è mutuato dal brano che apriva il secondo album del gruppo, ha la sua sede storica al numero 16 di Mintropstrasse  a Düsseldorf anche se dal 2009, anno di formale rilancio dell’attività dei Kraftwerk, è stato trasferito a Meerbusch-Osterath, a circa 10 KM ad ovest di della città.
Riconoscibile all’istante per il singolare rivestimento esterno in piastrelle gialle, la storica sede del Kling Klang ha iniziato la sua attività nel 1971 sebbene  a quel tempo fosse più che altro una sala prove. Di fatto, il primo disco ufficialmente registrato al suo interno fu Ralf & Florian (1973) anche se i due membri originali (Ralf Hütter e Florian Schneider) collocano l’inizio ufficiale dell’attività dei Kraftwerk (e di conseguenza del Kling Klang) nel periodo in cui veniva realizzato Autobahn (1974).
Nel laboratorio venivano preparati e testati molti strumenti elettronici, basati principalmente sulle modifiche di oscillatori, in seguito catalogati e archiviati nel seminterrato da dove, secondo quanto dichiarato da Schneider e  Hütter, vengono spesso rimessi in funzione allo scopo di sintetizzare i suoni storici in favore delle tecnologie moderne.
Durante i primi anni ’70 la band registrava su normali registratori stereo a bobina riducendo il missaggio su audiocassetta consegnando ad uno studio professionale solo la fase di Mastering. Con questo metodo, semplice ed economico, i Kraftwerk si garantivano la autonomia totale in ogni fase della produzione.
Tutta la bassa frequenza e gli impianti di amplificazione erano stati progetti e costruiti direttamente dai membri del gruppo mentre la strumentazione era inizialmente basata su dispositivi commerciali tra cui AKS Minimoog, sintetizzatori SME, un Eco a nastro Echolette e una drum machine. Quest’ultima, dopo l’arrivo del batterista Wolfgang Flür, venne modificata in modo da poterla suonare a percussione attraverso contatti utilizzabili come le normali bacchette dei kit acustici. Fu probabilmente questa la circostanza che convinse i Kraftwerk a progettare e costruire o modificare autonomamente molti degli strumenti musicali utilizzati. Con l’ingresso in formazione di Karl Bartos e la complicità di un ingegnere impiegato a tempo pieno, la produzione del gruppo si attestò sull’utilizzo di circa un 70% di progetti autonomi, una caratteristica che servì a connotare definitivamente l’unicità del sound del gruppo.
Per esempio nel 1976, per registrare Trans Europe Express, progettarono il celebre Synthanorma (un sequencer elettronico a 32 step affidato alla realizzazione dello studio Matten & Wiechers) che, attraverso il controllo del Minimoog, consentì di ottenere il caratteristico ritmo “ferroviario” che contraddistingue l’intero album.

Negli anni a seguire e fino ad oggi, tra pause di carattere personale ed altre di tipo professionale, l’attività del Kling Klang è stata sempre orientata al miglioramento del progetto Kraftwerk, ormai in mano all’unico membro storico Ralf Hütter, coadiuvato da tre nuovi membri/musicisti. Tutta la strumentazione, l’attrezzatura da palco, le elaborazioni audio/video e le combinazioni tra dispositivi come tablet, computer e interfacce varie, nascono interamente all’interno del Kling Klang lasciando ai Kraftwerk la possibilità di muoversi in totale autonomia.
Anche a livello discografico, il marchio Kling Klang Produkt è interamente gestito da Hütter e dai suoi collaboratori, con accordi di distribuzione affidati inizialmente alla EMI e, dal 1999, alla Sony/ATV.

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