massive_ritual2Etichetta: Virgin
Tracce: 4 – Durata: 17:06
Genere: Elettronica, Pop
Sito: http://www.massiveattack.co.uk/
Voto: 8/10

Un episodio discografico di breve durata quello nuovo firmato dai Massive Attack ma, nonostante questo, palesemente ghiotto grazie alla presenza di ospiti straordinari. Sì, perché Ritual Spirit non è solo un breve excursus delle capacità produttive del duo di Bristol ma anche la straordinaria dimostrazione della sua perfezione senza tempo. 
La musica di queste quattro canzoni non ha particolari guizzi innovativi e si attesta, al contrario, su una formula ben congegnata e ampiamente rodata. 
Eppure, sebbene siano passati 25 anni dal clamoroso esordio Blue Lines, bisogna riconoscere a 3D e Daddy G. una sapiente capacità nella ricerca sonora e una via personalissima alla tradizione della classica forma-canzone. Le loro melodie un po’ sghembe, sempre vagamente permeate da una ammaliante dolcezza, sono quanto di più autografo sia possibile immaginare nel marasma della musica pop elettronica. Allo stesso modo di Neu!, Depeche Mode, New Order, Kraftwerk, Portishead e Pet Shop Boys, il più grande pregio dei Massive Attack è quello di aver creato un “mondo a parte” nel quale vengono fatti entrare personaggi apparentemente fuori contesto allo scopo di renderli inconsapevoli protagonisti assoluti. Ruoli che sono toccati in passato a Tracey Thorne, Liz Frazier, Damon Albarn e Sinead O’Connor e che, in questo fugace poker vanno a Roots Manuva (rapper britannico già alla corte di Amon Tobin e Gorillaz), Tricky (già presente nello storico esordio del 1991), Azekel (giovane promessa della scena cosiddetta Nu-Soul inglese) e gli scozzesi The Young Fathers (definiti da 3D come la miglior band attualmente in circolazione). Tutto al servizio di quattro brani soavemente sexy e melodiosi, capaci di evocare il passato dei Massive Attack (a metà tra Mezzanine e 100 Windows) che ricalcano, con autorevole fierezza e inestimabile innovazione, il loro formidabile storico musicale.
Ritual Spirit è un piccolo capolavoro che lascia l’amaro in bocca solo per la sua breve durata. Massive Attack in un tale stato di grazia li avremmo voluti per una timing sicuramente maggiore. La speranza è che questo piccolo EP non sia che il preludio a un album vero e proprio perché a fare canzoni come queste ci son pochi al mondo come loro. E noi… ne abbiamo un irrefrenabile bisogno.

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