kanye_pablo2Etichetta: Def Jam
Tracce: 16 – Durata: 49:29
Genere: R&B, Hip-Hop, Soul
Sito: http://www.kanyewest.com/
Voto: 8/10

In una furba strategia di marketing, The Life of Pablo era stato annunciato come un bizzarro concept-album dedicato a Pablo Picasso, con tanto di beneplacito concesso dagli eredi. A ben vedere, un artista come Picasso è vagamente associabile a Kanye West (sì, d’accordo, siamo su piani diversi ma…cercate di capire) e l’idea di un tributo, sia pure così distante, qualcosa di intrigante lo ha eccome.
Senza sapere come le cose sono nella realtà, si può provare ad approcciarsi all’album cercando collegamenti con l’opera del pittore spagnolo e, pur con una certa titubanza e forse anche un po’ di distacco, l’ipotesi non si riesce a scartare completamente. Ma poi… il disco continua a suonare e di Picasso ci si dimentica presto: la musica parla per prima ed è totale estratto dell’anima di West. Poi si guarda la copertina alla ricerca di indizi e il Pablo protagonista torna a seminare quesiti: potrebbe essere il criminale colombiano Pablo Escobar? Forse il poeta cileno Pablo Neruda? Potrebbe essere ognuno di questi oppure essere un Pablo immaginario che racchiuda tratti personali riconducibili a tutti loro? Il mistero s’è dissipato quando West s’è preso la briga di smentire tutte queste ipotesi dichiarando che in realtà si tratta di San Paolo di Tarso, lo stesso “ebreo ellenizzato” citato anche da Elio e le Storie Tese nel recente pezzo sanremese, che l’autore tratta come una sorta di alter-ego in una forma di elevato egocentrismo.  Ma. Quando l’egocentrismo è supportato da un talento di questa portata, la velocità con cui esce il genio è supersonica. 
Tutto si può dire di Kanye West, tranne che non sia talentuoso oltre che instancabile professionista. Le sue invenzioni musicali sono ormai considerate scuola, sicché oggi gli serve solo un’idea da sviluppare al fine di produrre un album. E The Life of Pablo è forse l’album più “album” della sua carriera. Ogni singola traccia vive in funzione delle altre, lui si muove su intrecci elettronici e campionature essenziali, creando un universo sorprendente di storie e personaggi.
Sempre riverente nei confronti della musica Soul storica, confeziona un lavoro che contempla il Funk di George Clinton quanto l’impegno di Marvin Gaye, campionando i Rare HeartLarry Heard, combinando i ritmi sintetici con quelli acustici, sfoggiando un elegantissimo flow che sta sempre in bilico tra Rap e Canzone per un album che non annoia e che offre una qualità melodica tale da riuscire a penetrare anche nelle grazie di chi non si impegna a comprendere i testi e prende per buona una musica affascinante, ballabile, coinvolgente e contagiosa.
L’Hip-Hop nella sua massima espressione, piaccia o meno, passa inevitabilmente da Kanye West.